HomeEVIDENZARegionali, centrodestra nascosto in attesa. Ma Toma lancia la volata

Regionali, centrodestra nascosto in attesa. Ma Toma lancia la volata

Il presidente uscente già dopo il bilancio in programma questa settimana potrebbe chiedere chiarimenti agli alleati per una ricandidatura. Veto della Lega, incerto il ruolo dei centristi, divisioni anche in Fratelli d’Italia. Sarà Forza Italia a fare carte?


CAMPOBASSO. A un anno dalle elezioni, i cavalli della politica regionale scalpitano nei box, ma in prima fila (a parte l’attuale presidente della Regione, Donato Toma, che da tempo si è mostrato pronto a riproporsi, cercando anche appoggi a Roma), non si vede nessuno: né a in maggioranza né, in questo momento, all’opposizione.

Nel centrodestra sono già partite le prime schermaglie per cercare di guadagnare posizioni e insidiare la leadership del governatore.

C’è chi come Filoteo Di Sandro (coordinatore regionale di Fratelli d’Italia) preferisce la diplomazia: “Quando Forza Italia ci dirà che il candidato è Toma, valuteremo e decideremo”. C’è Michele Iorio, che l’anno prossimo avrà 75 anni, ma che a quanto pare non demorde: vuole infatti tornare dove è stato per tanti anni.  Iorio proverà a cercare alleati e, se non li dovesse trovare, farà quasi certamente corsa a parte.

Poi c’è il segretario regionale della Lega di Salvini, Michele Marone, il quale ha dichiarato che Toma non rappresenta il centrodestra, ma un governo del presidente. Marone, da esterno, era comunque entrato in giunta regionale per volontà dello stesso Toma, gestendo per dieci mesi alcune importanti deleghe: Politiche della famiglia, giovanili e di parità, Politiche del lavoro, Politiche sociali, Terzo settore, Politiche per l’immigrazione, Tutela dei consumatori. Poi, in un gioco di equilibri necessari per tenere in sella la maggioranza, era stato rimpiazzato con Filomena Calenda. L’avvocato termolese ha dunque il dente avvelenato e proverà a sgambettare Toma, il quale andrà verosimilmente avanti per la sua strada: chi mi ama mi segua, supportato dai vertici nazionali del suo partito.

Toma ha dalla sua l’appoggio dell’assessore Quintino Pallante, che è dello stesso partito di Di Sandro ma che, dall’inizio di questa legislatura, di quest’ultimo non condivide la linea. Anzi i rapporti tra i due sarebbero piuttosto scarsi, se non quasi inesistenti.

Da verificare anche le posizioni di Aida Romagnuolo (anche lei Fdi, ma il suo gruppo in Regione resta quello della Lega) e Filomena Calenda, mentre più chiara è la traiettoria politica di Gianluca Cefaratti, entrato in Consiglio con la lista Orgoglio Molise, che fa riferimento all’eurodeputato Aldo Patriciello. Cefaratti resterà in quell’area e qui  l’incognita è rappresentata proprio dalla posizione di Patriciello, che non si è ancora espresso in merito. Probabile  che Vincenzo Cotugno, il cognato assessore, non sia più il candidato da sostenere: “Nel nuovo contenitore civico non ci saranno più parenti”, disse l’eurodeputato alcuni mesi fa. Ma contrariamente ai rumors i rapporti tra i due sarebbero comunque buoni. Dunque, Cotugno se inteerssato potrebbe candidarsi anche ‘altrove’, per effetto di accordi tra i partiti.

Restando a Patriciello, il suo endorsement, non tarderà ad arrivare visto che l’onorevole non gradisce le decisioni dell’ultimo minuto, decisioni affrettate che a volte hanno penalizzato e non poco il centrodestra: come quella di non lavorare per tempo su una concreta candidatura dell’altro cognato Mario Pietracupa come presidente della Regione, per dirne una.

Tra i sostenitori di Toma bisognerà capire cosa faranno i centristi di Vincenzo Niro, assessore dei Popolari, e Salvatore Micone, presidente del Consiglio regionale in quota Udc e attivissimo per la ricostituzione di un rande centro dei moderati, che comprenda anche Italia Viva e i mastelliani: entrambi in passato hanno cambiato sponda dal centrodestra al centrosinistra e viceversa.  La politica dei transfughi non risparmia neanche Armandino D’Egidio, ex fratturiano, che a Bojano ha contribuito alla vittoria del sindaco Carmine Ruscetta, il quale ha battuto nettamente la candidata sindaco Mariacristina Spina, moglie di Cefaratti. Quello di Bojano è sotto il primo segnale di rottura vera all’interno del centrodestra e il primo banco di prova per verificare il ‘peso’ dei candidati.

Insomma, gli equilibri sono delicati e per ora si vede solo Toma che, all’orizzonte, lancia una lunga volata, in attesa che gli altri prendano una posizione. Toma è uomo di Forza Italia e con quel partito intende proseguire, bella o meno che sia, la sua avventura politica. Il presidente uscente, pertanto, già dopo il bilancio in programma questa settimana potrebbe chiedere chiarimenti agli alleati per un’eventuale ricandidatura.

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