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Lotto zero, il comitato del No avverte: anche a ricorso rigettato la partita non è chiusa

Ecco le ragioni da loro illustrate: “La decisione finale è politica e non giuridica. Non ci stancheremo di reiterare la nostra richiesta al comune di Isernia di bloccare immediatamente il procedimento in corso”


ISERNIA. “La notizia della bocciatura da parte del Consiglio di Stato del ricorso presentato dal comune di Isernia con cui si chiedeva la sospensiva del progetto è stata presentata da diversi organi di stampa come la pietra tombale che mette la parola fine a tutte le velleità di coloro che da anni si battono contro la realizzazione dell’opera”. Così il comitato No Lotto Zero in una nota stampa a seguito della decisione del Consiglio di Stato di rigettare l’istanza cautelare.

“Intanto i giudici, a nostro avviso, hanno preso una enorme cantonata scrivendo nelle loro motivazioni che sono stati eseguiti ‘gran parte dei lavori’ (!!). Ci siamo chiesti, stupefatti, se conoscono lo stato attuale dell’arte oppure hanno ragionato in base a criteri fuori da ogni principio di realtà! Qualunque cittadino di buona volontà può verificare in prima persona che gli unici lavori eseguiti afferiscono al disboscamento dell’area, propedeutico allo sminamento eventuale e alle ricerche archeologiche di routine. Tutto qui”, proseguono dal comitato.

“Oltre non c’è più niente di realizzato, e non c’è ancora nessun lontano sentore di gare d’appalto per eseguire parte dei lavori (il progetto non è neanche finanziato nella sua totalità). I giudici hanno fatto una incredibile capriola in avanti parlando di cose che esistono solo sulla carta (e in maniera anche errata). Sottolineiamo, in ogni caso, che il Consiglio di Stato non è entrato affatto nel merito del procedimento, essendo quest’ultimo complesso e ancora tutto da valutare. Sono quindi del tutto fuori luogo le considerazioni dei fautori dell’opera che anticipano, trionfali, giudizi ancora non emessi”, sottolineano dal comitato.

“Ma anche se la magistratura decidesse di rigettare il ricorso la partita non sarebbe affatto chiusa”, avvertono. “Innanzitutto, come stiamo chiedendo da tempo, il comune di Isernia, capofila del progetto, potrebbe bloccare i lavori attivando la procedura in autotutela, in presenza di gravi e significativi pericoli e violazioni procedurali, da noi più volte denunciate e che non sono state menzionate nel ricorso ancora in itinere”.

“Non si possono inoltre escludere ulteriori e più approfonditi ricorsi da parte di soggetti direttamente interessati dall’opera in oggetto, cosa che stiamo attentamente valutando. E in più, il decisore politico finale, che è il ministero competente dei Trasporti e delle Infrastrutture (da cui l’Anas, che è solo un ente attuatore, dipende) potrebbe decidere di dirottare i fondi previsti per realizzare altre opere viarie e infrastrutturali nella nostra regione utili realmente alla comunità e di cui si avverte la necessità. E con questa ultima considerazione andiamo alla questione di fondo di tutta la vicenda che è squisitamente politica e solo parzialmente giudiziaria”.

“Ed è per questo – concludono – che non ci stancheremo di reiterare la nostra richiesta al comune di Isernia di bloccare immediatamente il procedimento in corso. Nei prossimi giorni faremo una conferenza stampa per illustrare ancora meglio la nostra posizione”.

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