HomeOcchi PuntatiCoppa Italia al cardiopalma, ma l’Olimpico è nerazzurro

Coppa Italia al cardiopalma, ma l’Olimpico è nerazzurro

L’Inter di Inzaghi, con un Perisic in forma mondiale, doma la Juve che resta con zero titoli dopo 10 anni


di Matteo Mongiello

ROMA. MNella folle notte dell’Olimpico ad alzare la coppa al cielo è l’Inter d’Inzaghi – non senza alcune polemiche arbitrali – lasciando per la prima volta dopo dieci stagioni la Juventus senza neppure un trofeo in bacheca.

In quella che a tutti gli effetti è stata definita come la notte spartiacque della stagione di Juventus e Inter si attendeva lo spettacolo e di certo non si è fatto attendere.

Pronti-via e l’Inter è già in vantaggio al settimo minuto grazie ad una botta precisa sul palo lontano da parte di Nicolò Barella, lasciato troppo libero di concludere da una retroguardia bianconera fin troppo schiacciata nella sua area di rigore.

La risposta della Juventus non si fa attendere guidata da un Dybala – ormai ufficialmente ex giocatore juventino da luglio prossimo e molte volte accostato proprio ai rivali neroazzurri – che con due conclusioni spaventa Handanovic, costretto poi a fare gli straordinari con un autentico miracolo su un missile di Vlahovic.

Il gol è nell’aria e la Juve inizia il secondo tempo così come ha concluso il primo, ma con esito differente e più efficace: prima Alex Sandro con una botta da fuori area insacca in rete il pareggio con la complicità di Morata, sulla traiettoria di tiro a disturbare un impreparato Handanovic. Poi Vlahovic, due minuti dopo, ribalta completamente la partita battendo da due passi l’estremo difensore al termine di un contropiede letale.

Sia Inzaghi che Allegri mettono mano alla panchina cambiando gli assetti, ma l’atteggiamento difensivista non premia i detentori in carica del trofeo che finiscono per schiacciarsi e subire l’Inter. I nerazzurri, a dieci dal termine, riacciuffano la partita dal dischetto su un rigore molto dubbio e discusso di De Ligt su Lautaro Martinez, trasformato successivamente in maniera impeccabile da Calhanoglu replicando così la marcatura nel derby di ritorno in campionato e regalando ai 68mila dell’Olimpico un’altra mezz’ora di fuoco.

I supplementari però sono un assolo a tinte neroazzurre con un uomo solo al comando, l’uomo della stagione dell’Inter : al 99’ altro intervento sbagliato di De Ligt che colpisce De Vrij. Nuovo consulto Var e nuovamente dal dischetto l’Inter, questa volta con Perisic, che spiazza Perin per il nuovo sorpasso.

A differenza dei regolamentari la reazione della Juve non arriva e il croato – con il secondo cazzotto personale in tre minuti – la manda al tappeto mettendo a segno una prodezza balistica dalla stessa mattonella dove si era dimostrato letale a inizio match Barella, chiudendo di fatto la partita.

L’Inter chiude imbattuta negli scontri diretti con i bianconeri vincendo due finali e portando così Chiellini – all’ultima partita della carriera in Coppa Italia – e tutta la Juve a non ottenere neanche un trofeo dopo un decennio di successi, facendo partire così l’idea di una rivoluzione fondata sulle nuove leve.

Per i neroazzurri parte con il piede giusto la settimana decisiva nella volata scudetto nonostante il destino sia ancora nelle mani dei cugini del Milan. Fondamentale per la società aver portato in bacheca due coppe nella prima stagione della gestione Inzaghi dopo il terremoto estivo che ha visto cambiare maglia ad artefici dei trionfi dello scorso anno come Lukaku e Hakimi, rimpiazzati dall’ottimo lavoro di Beppe Marotta che sembra già dare i primi frutti.

(Foto da ‘La Gazzetta dello Sport’)

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