In un anno sono stati impiegati per questa voce 4.766.231,29 euro. Lo studio dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa


CAMPOBASSO. Costi per le infrastrutture stradali? C’è Campobasso tra i capoluoghi italiani che spende di più. A calcolarlo un report realizzato per l’Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica italiana, che, nell’ambito del progetto ‘Pitagora’, ha stilato una classifica dei costi sostenuti nel 2020 dai capoluoghi di provincia per il mantenimento dei loro uffici e delle loro strutture, con tanto di assegnazione di rating che, nel caso di Campobasso è una ‘C’.

Il capoluogo molisano in un anno ha speso per questa voce 4.766.231,29 euro ottenendo così una delle performance peggiori d’Italia.

Il Centro Ricerche della Fondazione, infatti, analizza tutti i dati finanziari ufficiali dell’ente pubblico in questione e attraverso algoritmi di ricerca scientifica individua potenziali sprechi, ovvero spese critiche nei conti pubblici. Le spese dell’ente in relazione alle singole voci vengono confrontate con il benchmark di riferimento e, a seconda dei livelli di scostamento di spesa individuati, si parla di ‘performance positiva’ (quando la spesa è inferiore o uguale alla media), ‘scostamento lieve’ (quando la spesa è compresa tra la spesa media e il 30% in più), ‘scostamento considerevole’ (quando la spesa è compresa tra lo scostamento lieve e il 100% in più), ‘spesa fuori controllo’ (quando la spesa supera di oltre il 100% la spesa media). Il rating – che si basa esclusivamente su dati contabili oggettivi scevri da qualsiasi valutazione discrezionale – assegna alla migliore performance la tripla ‘A’, mentre alla peggiore viene attribuita la lettera ‘C’.

Pordenone, Pisa, Rimini, Sondrio, Campobasso, Oristano, Venezia, Bolzano sono dunque i capoluoghi di provincia meno ‘efficienti’ nelle spese per le infrastrutture stradali.

Quindici invece, capoluoghi di provincia italiani ‘promossi’ con la tripla AAA nella gestione delle spese per le infrastrutture stradali A risultare più ‘virtuosi’ per questa voce di costi dell’ente, ottenendo così il massimo rating, sono Imperia, che ha speso solo 6.769,18 euro, e poi Andria con 52.187,56, Trani con 99.720,57, Catania con 129.478,21, Vibo Valentia con 151.344,04, Catanzaro con 184.016,81, Novara con 261.079,31, Latina con 308.720,06, Frosinone con 318.666,32, Barletta con 335.584,75, L’Aquila con 345.107,66, Caltanissetta con 423.673,84, Viterbo con 440.674,82, Palermo con 1.110.910,77, Livorno con 1.354.960,75.