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Senato eletto su base circoscrizionale. Federico: “Nessun rischio per il Molise di perdere un parlamentare”

Il deputato del M5s ha evidenziato che ad essere interessato dal procedimento di revisione costituzionale è solo il comma 1 dell’articolo 57 della Costituzione. Resta lo scoglio della maggioranza assoluta, richiesta con la seconda votazione


CAMPOBASSO. “Non c’è nessun rischio per il Molise di perdere un senatore. La Costituzione dice che i senatori eletti in regione sono 2 e tali rimangono”.

Il deputato molisano del M5s Antonio Federico rassicura cittadini ed elettori, sull’eventualità che la regione possa perdere un pezzetto della sua rappresentatività a Palazzo Madama, con l’approvazione in via definitiva del Disegno di legge di revisione costituzionale che modifica il primo comma dell’articolo 57 della Costituzione, “Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero”, sostituendolo con “Il Senato della Repubblica è eletto a base circoscrizionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero”.

Ddl approvato alla Camera con il voto favorevole del deputato del M5s Antonio Federico, contraria invece Annaelsa Tartaglione, di Forza Italia. Assente Rosa Alba Testamento, così come l’esponente di Leu Giusy Occhionero, impegnata in missione.

C’è da dire che si tratta del primo tassello per l’approvazione definitiva del Ddl che vede come primo firmatario Federico Fornaro di Leu e che è stato sottoscritto anche da Pd, M5s e Italia Viva. Il procedimento di revisione costituzionale prevede che le leggi vengano votate due volte, da Camera e Senato, con un intervallo di almeno tre mesi tra la prima e la seconda votazione. Nella seconda votazione serve la maggioranza assoluta dei voti, in dubbio visto le voci contrarie che si sono levate in Parlamento, soprattutto nei banchi del centrodestra.

Tutto nasce dalla necessità di rivedere l’assetto dei collegi, dopo la riduzione del numero dei parlamentari, da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori. Assetto dei collegi del Senato che con la ‘riforma’ passerebbero da regionali a circoscrizionali, come già avviene alla Camera. Con rischio per le regioni più piccole di vedersi minare la rappresentanza, di perdere un senatore, se nel nuovo assetto delle circoscrizioni il Molise si vedrà ‘accorpare’ a un’altra regione.

Da qui i timori di chi difende strenuamente l’autonomia regionale e l’attacco di una parte politica ad Antonio Federico. “Si tratta di un timore immotivato – ha voluto rassicurare Federico – il Disegno di legge appena votato riguarda solo il comma 1 dell’articolo 57 della Costituzione. Non viene infatti toccato il comma 2, “Il numero dei senatori elettivi è di duecento, quattro dei quali eletti nella circoscrizione Estero. Nessuna Regione o Provincia autonoma può avere un numero di senatori inferiore a tre; il Molise ne ha due, la Valle d’Aosta uno”. Il Molise aveva e avrà 2 senatori, paradossalmente potrebbe scattare il terzo seggio, con i resti, così come avviene alla Camera”.

“Con la riduzione del numero dei parlamentari – ha precisato ancora il parlamentare molisano – serviva però garantire una più equa distribuzione dei collegi. Un riequilibrio che credo sia stato trovato. Resta il dubbio – ha concluso – se alla seconda votazione si potrà raggiungere la maggioranza assoluta”.

Qualora questo non dovesse avvenire il procedimento di revisione costituzionale si riterrà non completato. Facendo saltare la riforma. E lasciando tutto invariato. Almeno per il momento.

Carmen Sepede

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