HomeNotiziePOLITICA & ATTUALITA'Tornati in Molise dall' Ucraina: “Anche i polacchi hanno paura”

Tornati in Molise dall’ Ucraina: “Anche i polacchi hanno paura”

Pasqualino Arcari, Sergio Di Bernardo (Misericordia di Termoli) e Gianna Spina hanno portato un carico di aiuti al confine tra le due nazioni: “Negli occhi della gente la disperazione. Quanti bambini in difficoltà. Quello che non si capisce abbastanza è che tutti possiamo trovarci in questa situazione”.


di Maurizio Cavaliere

Sono tornati dopo due giorni i tre molisani che hanno portato al confine con l’Ucraina un carico di materiale per animali (medicinali, alimenti e altro) per un valore di 10mila euro. Esperienza importante e per certi versi scioccante, per loro, al cospetto di uno scenario poco edificante con tanta gente sofferente, compresi centinaia di bambini.
“Qui non si sentono le bombe – ha spiegato la volontaria e animalista Gianna Spina – ma ci si rende perfettamente conto dell’emergenza vissuta da questa gente. A pochi chilometri da qui ci sono persone che stanno morendo, per questo negli occhi dei volontari vedi la disperazione”.

Gianna, insieme con Pasqualino Arcari e Sergio Di Bernardo, volontari della Misericordia di Termoli, che hanno guidato il 9 posti fino al confine con l’Ucraina, ha incontrato persone e volontari. Gente che sta cercando di rispondere con l’organizzazione e con il cuore alla condizione di dolore e miseria diffusa dei cittadini ucraini che hanno perso tutto.
L’arrivo dei tre molisani ha portato un po’ di sollievo, negli abbracci e nella solidarietà, non solo nel materiale donato, frutto della generosità di tanti campobassani e cittadini dell’hinterland del capoluogo. La merce è stata depositata in un capannone dove, da quando è scoppiata la guerra, sono stati fatti 130 carichi. I responsabili del campo cercano di consegnare il materiale non solo ai nei punti di accoglienza ai confini con l’Ucraina, ma anche nelle città che sono sotto i bombardamenti, luoghi devastati ma ancora popolati da bambini, famiglie e da tanti animali.

“Sono stati due giorni intensi – dice Pasqualino Arcari – Non abbiamo potuto fare delle foto per testimoniare quello che abbiamo visto e siamo scioccati dal fatto che molti media di questa zona non parlino quasi per niente della guerra. I bambini che abbiamo visto nel parco soffrono e hanno bisogno del nostro aiuto. Purtroppo i tempi ristretti del nostro viaggio non ci hanno consentito di riportare in Italia alcune famiglie. Ma torneremo a settembre per fare la nostra parte, nel momento in cui speriamo tutti che questa guerra possa essere finita. Ci saranno momenti molto difficili anche dopo, è chiaro. La macchina degli aiuti non dovrà mai fermarsi”. Arcari non lo dice ma il riferimento è ai bombardamenti di scuole e strutture che accolgono quotidianamente i bambini. E’ un dramma senza fine, che non risparmia nessuno.

“Sono stata criticata da alcuni perché abbiamo portato materiale per gli animali – riprende Gianna Spina – Ma anche loro che peccato hanno fatto per sopportare questa situazione? La guerra colòisce tutti, indistintamente e, questo la gente deve capirlo, tutti possono trovarsi in questa situazione. Anche i polacchi hanno paura di essere invasi e bombardati. Può succedere anche anche noi. Intanto, cerchiamo di portare un po’ di sollievo alla gente. Lo possiamo fare grazie alla generosità di tanti molisani che ringraziamo immensamente” conclude Gianna Spina che, con gli altri compagni di viaggio, ha fatto rientro stanotte in Molise.

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