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Isernia, salti mortali al Pronto Soccorso e ospedale in affanno: specialisti irreperibili tra ritardi e mancate risposte

Oculistica temporaneamente sospesa, difficoltà a trovare pediatri e personale in servizio sempre più col fiato corto. Pastore lancia il guanto di sfida: si ceda tutto ai privati, agonia insostenibile


ISERNIA. Ennesima giornata di disagi presso il Pronto Soccorso del Veneziale di Isernia, da tempo sottoforze in termini di personale medico, infermieristico e ausiliario.

Salti mortali, stamani, per reperire un pediatra che potesse visitare un bambino che aveva bisogno: lo specialista inizialmente non si trovava, a quanto pare per un misunderstanding sui turni. Alla fine è sopraggiunto in ospedale, evitando così che il bambino dovesse essere smistato presso un’altra struttura o, peggio, che rimanesse ‘parcheggiato’ in reparto fino a chissà quando. Pediatria, del resto, è un reparto finito nell’occhio del ciclone in questi giorni, dopo che due medici andranno via, rispettivamente per motivi di pensionamento e di trasferimento a seguito di vittoria di un concorso in altra regione. Nessuna soluzione è stata prevista per tamponare le falle, con il reparto che rischia di essere paralizzato per carenza di medici e con grossi rischi anche per il Punto Nascita, come lamentato a gran voce dal presidente dell’Ordine dei medici di Isernia, Fernando Crudele.

Poche ore dopo si è appreso che l’attività di Oculistica è temporaneamente sospesa fino a nuova comunicazione, all’insaputa degli stessi operatori del Pronto Soccorso e non solo. Da capire come saranno gestite le visite prenotate da mesi prima: se si terranno comunque con un medico inviato da Campobasso o se verranno spostate in altra data.

Gli operatori del reparto d’urgenza, intanto, si sarebbero detti esasperati dall’atteggiamento dei vertici Asrem, locali e regionali. Più volte contattati per segnalare i disagi patiti negli ultimi giorni, non avrebbero fornito spiegazioni esaurienti, risultando anzi a lungo irreperibili. Lo stato di agitazione del personale, interrotto lo scorso 12 maggio su richiesta del prefetto a seguito di alcune proposte dell’Asrem, non è da pertanto escludere che riprenda molto presto.

Il primario Lucio Pastore, costretto a casa dal Covid (è egli stesso a farlo sapere dai propri profili social) lancia intanto una provocazione non da poco: “Penso proprio che non ci siano le condizioni per proseguire questa agonia – scrive su Facebook – Si faccia un atto di politica chiaro e si ceda il tutto ai privati convenzionati, cosa che si sta preparando da 20 anni”.

Qualche medico, provato da mesi si superlavoro, tra turni di 12 ore spesso in solitudine – come da cartello affisso al triage che invita l’utenza a rivolgersi, per quanto possibile, ai medici di famiglia o  alle guardie mediche per evitare attese interminabili che intaserebbero il reparto – avrebbe addirittura minacciato di dimettersi.

Solo pochi giorni fa, tra l’altro, un 44enne con diagnosi di encefalite rischiava di rimanere ‘parcheggiato’ nella zona grigia perché risultato positivo al tampone rapido all’ingresso. Solo la prontezza di spirito del medico di turno ha consentito che venisse subito portato in Neurologia a Campobasso, evitando il peggio nell’attesa della trafila anti-Covid.

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