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Giornata della legalità, trenta anni fa la strage di Capaci: il Molise non dimentica

I messaggi delle istituzioni


CAMPOBASSO. Sono trascorsi esattamente 30 anni dalla strage di Capaci, costata la vita al giudice Giovanni Falcone, a sua moglie Francesca e ai componenti della scorta. Una tragedia che il Molise non dimentica, così come resta impressa nella momoria collettiva l’altra strage del 1992, quella di via D’Amelio, in cui morì – il 19 luglio – il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta.

“Oggi si celebra la Giornata della legalità, istituita per ricordare le stragi di Capaci e Via D’Amelio e le altre vittime della mafia – scrive nel suo messaggio il presidente della Regione Donato Toma – Sono passati trent’anni, ma l’insegnamento lasciato dai magistrati Falcone e Borsellino vive nelle nostre coscienze e ci sprona a continuare a credere in un futuro in cui i fenomeni mafiosi possano essere completamente debellati, come lo stesso Falcone auspicava.

Al di là dell’evento celebrativo, il cui significato, sicuramente importante, è quello di avere a mente, raccontare e trasmettere i profondi valori insiti nel sacrificio di quanti hanno lottato e continuano a lottare contro le mafie, va ribadito con forza un concetto: la cultura della legalità è una pianta da irrorare quotidianamente con azioni e comportamenti positivi, individuali e collettivi, che la rendano forte e indistruttibile”.

“Falcone, così come Borsellino due mesi dopo, pagarono con la vita il loro scopo che dava significato ai propri giorni, ovvero quello per il quale la legge e il rispetto delle norme dovessero essere l’unico punto di riferimento del nostro vivere quotidiano – scrive il presidente della Provincia di Campobasso Francesco Roberti – Un concetto che, in uno Stato di diritto, dovrebbe essere il valore fondante, ma Falcone e Borsellino vissero anni in cui la mafia aveva intrapreso una guerra contro lo Stato al fine di prenderne il sopravvento nei settori strategici del vivere quotidiano.

Falcone e tutto il pool di giudici antimafia furono coraggiosi a sfidare a viso aperto quello che era il cancro della società e, a distanza di 30 anni, il rumore assordante dell’esplosivo non deve sopirsi. Quello scoppio deve farci ricordare come non si debba dare nulla per scontato e come i valori della legalità vadano difesi e tutelati ogni giorno. E ognuno deve fare la sua parte: dalle istituzioni, passando per le scuole, per finire alla coscienza di ogni cittadino. Nessuno deve restare indifferente e impassibile di fronte a tutte quelle azioni che, andando contra legem, minano la stabilità dell’intero Paese.

Falcone, Borsellino e tutti i magistrati che ancora oggi sono impegnati nella lotta alle mafie e a ogni forma di illegalità hanno un denominatore comune: la lotta alla criminalità era ed è nell’agenda quotidiana di ognuno.

Gran parte degli italiani non può non ricordare quanto difficili e tristi siano stati quei giorni di quel 1992. Ma le giornate di commemorazione sono indispensabili per stimolare anche nei più giovani, che non hanno vissuto quel periodo storico, quei valori che devono guidare la vita di ognuno: il ricordo, unito allo studio della storiografia, ovvero all’interpretazione dei fatti, serve per contribuire a costruire una società migliore giorno dopo giorno”.

“Una data che rimarrà incisa nella storia del nostro Paese – sottolinea il sindaco di Campobasso Roberto Gravina – Per questi motivi e per l’impegno che i Comuni Italiani profondono ogni giorno nella lotta alla legalità, anche sulla scia dell’impegno e dell’esempio di personalità come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, l’Anci ha ritenuto che il trentesimo anniversario della strage di Capaci andasse commemorato con un appuntamento di forte valenza simbolica”.

“È la data simbolo della lotta contro tutte le mafie – ha ricordato il sindaco di Isernia, Piero Castrataro – In tale giorno si celebra la ‘Giornata nazionale della legalità’, durante la quale l’Italia vuole giustamente onorare il sacrificio di tutti coloro che hanno perso la vita per servire lo Stato.

Trent’anni fa, nel 1992, la crudeltà mafiosa ha spento l’esistenza dei magistrati Falcone e Borsellino. Entrambi, con una fede incrollabile nella giustizia, stavano lottando contro le grandi organizzazioni malavitose. Celebrare la loro memoria e quella di numerose altre vittime del dovere deve essere, quindi, l’occasione per ricordare che sconfiggere le strutture criminali significa soprattutto difendere la nostra società, perché le mafie occupano gli spazi che lo Stato dimentica. E allora lo Stato e tutte le sue Istituzioni, inclusi i Comuni, devono far sentire ai cittadini che ci sono, che li sostengono e li aiutano, facciano comprendere che la legalità è l’unica strada giusta per assicurare a tutti una vita veramente libera. Libera dall’oppressione, libera dalle intimidazioni, libera dalle paure.

Il Comune di Isernia – ha aggiunto Castrataro –, già in passato ha agito in tal senso. Lo ha fatto con semplici ma significative iniziative, come l’intitolazione, nel maggio del 2021, d’una strada a Falcone e Borsellino e il patrocinio quest’anno del convegno-dibattito che si è tento nel nostro Auditorium sabato scorso, in occasione del trentennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio.

Occorre tenere viva la memoria della Giornata odierna, bisogna alimentare il ricordo di una storia comune in modo da consegnarlo alle nuove generazioni, affinché un domani esse siano le nuove e consapevoli garanti della legalità”

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