Il report dell'Inail
Il report dell'Inail

A rilevarlo è il 27esimo report nazionale elaborato dalla Consulenza statistico attuariale Inail. In Molise dall’inizio della pandemia le denunce per infortunio da coronavirus sono state 708, di cui 9 con esito mortale


di Deborah Di Vincenzo

ISERNIA/CAMPOBASSO. Contagi Covid sul posto di lavoro: c’è Isernia tra le province in cui si è registrato un maggiore aumento di casi. A rilevarlo è il 27esimo report nazionale elaborato dalla Consulenza statistico attuariale Inail. In Molise, dall’inizio della pandemia, le denunce per infortunio da coronavirus sono state 708, di cui 9 con esito mortale.

Il 64,2% delle denunce riguarda il settore della sanità e assistenza sociale e le professionalità più colpite sono infermieri, medici, operatori socio sanitari e operatori socio assistenziali.

Rispetto alla data di rilevazione dello scorso 31 marzo, le denunce di infortunio sul lavoro da Covid in regione sono aumentate di 72 casi (+11,3%, superiore al +6,3% nazionale), di cui 46 avvenuti ad aprile, 14 a marzo, 6 a febbraio e 5 a gennaio con il restante caso riconducibile ai mesi precedenti.

L’aumento ha riguardato più intensamente in termini relativi la provincia di Isernia. “L’analisi nella regione – si legge nel report – evidenzia che la maggior parte dei contagi sono riconducibili all’anno 2020 (38,3% del totale), il 31,4% al 2021 e il 30,4% ai primi quattro mesi del 2022 (quest’ultima superiore al 24,5% nazionale). Oltre la metà delle denunce da Covid-19 si concentra nel periodo ottobre 2020-febbraio 2021 (picco assoluto a gennaio 2021 con il 14,3%)”

Nello specifico il 2021 è stato caratterizzato da un andamento tendenzialmente decrescente, con incidenze mensili superiori al dato nazionale tra gennaio e marzo e una ripresa del fenomeno a fine anno.

Il 2022 si è invece aperto accentuando sensibilmente tale incremento (gennaio con l’8,8% delle denunce complessive), da febbraio in lieve calo, ma con incidenze mensili – come si diceva – superiori alla media nazionale.

Ad ammalarsi sono state soprattutto le donne, mentre la fascia di età più colpita è risultata essere quella che va dai 50 ai 64 anni.

Infine, nel report è stata fatta anche una distizione anche in base al tipo di professione. Emerge che, ad esempio, tra i tecnici della salute, il 91% sono infermieri. Tra i professori di scuola primaria, pre–primaria e professioni assimilate, i due terzi sono di scuole elementari e un terzo di asili e materne.