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Pesca in ginocchio, ancora un nulla di fatto: prosegue lo stato di agitazione

Ieri il confronto al Mipaaf che non ha fornito le risposte richieste per fare fronte alle difficoltà con cui gli armatori fanno i conti


TERMOLI. Bene il confronto, ma non basta. Nulla di fatto dalla riuunione che si è tenuta ieri al Mipaaf alla presenza del sottosegretario Battistoni e al direttore generale della Pesca Rigillo. Sul tavolo le mille criticità con cui gli armatori fanno i conti. Per questo è stato annunciato che proseguirà lo stato di agitazione.

Alla riunione hanno preso parte tutte le associazioni di categoria e i principali sindacati dei lavoratori marittimi.

Per Federcopesca Termoli era presente Domenico Guidotti e per Federpesca Termoli era presente Giuseppe Nardone. Paola Marinucci è stata invece accreditata come armatore.

“Le problematiche in argomento – ha evidenziato Marinucci – erano diverse ma la principale si riferiva al protrarsi della situazione legata al caro gasolio che sta arrecando danni importantissimi e irrevocabili alle marinerie italiane. Al tavolo i punti espressi dalle associazioni di categoria tra cui rapido utilizzo del credito d’imposta, la proroga del contributo sotto forma di credito, d’imposta anche al secondo trimestre 2022, l’attivazione della Cisoa Pesca e la velocizzazione nell’ erogazione dei pagamenti del fermo biologico 2021 e dei precedenti di cui non si sono ancora conclusi i pagamenti”.

I rappresentanti del ministero hanno asssicurato che a breve si attiveranno i codici dell’Agenzia delle entrate da utilizzare per il credito di imposta relativo al primo trimestre 2022. Per il secondo trimestre purtroppo serve ancora la copertura di bilancio che non dipende dal Mipaaf. Per l’attivazione della Cisoa pesca, anche se le imprese di pesca stanno versando la contribuzione dal primo febbraio non è stato ancora possibile concertare le modalità di attuazione con il Ministero del lavoro.

I sindacati hanno espresso i timori delle ripercussioni sui lavoratori della mancata redditività dovuta al caro gasolio delle imprese di pesca. Il sottosegretariom in merito, si è reso disponibile ad un colloquio immediato con i rappresentanti delle marinerie d’Italia.

“Ma non basta – sottolinena Marinucci – Il prezzo del gasolio continua a salire e nulla è stato fatto, nulla è cambiato. Il mio grazie va a Battistoni e Rigillo ma purtroppo mi vedo costretta a comunicare lo stato di agitazione della marineria di Termoli fino a data da destinarsi presso le sedi opportune”.

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