HomeNotiziePOLITICA & ATTUALITA'L’albero all’uncinetto, Campobasso come Trivento

L’albero all’uncinetto, Campobasso come Trivento

A porta Sant’Antonio Abate l’iniziativa del circolo degli anziani ‘Monforte’. La presidente: “Ci sentiamo vivi e vogliamo lanciare un messaggio ai nostri giovani: non scoraggiatevi mai”.


di Maurizio Cavaliere

C’è ancora più calore e colore da oggi allo slargo di porta Sant’Antonio Abate a Campobasso. C’è un nuovo addobbo che abbelliste il vecchio albero che domina la curva e la piazzetta dove svoltano anche i Misteri e la processione del Venerdì Santo. Avvolgono il vecchio bagolaro o spaccasassi tante granny square ovvero i quadratini fatti ad uncinetto che poi vanno solitamente a comporre di colori e suggestioni le cosiddette coperte della nonna. L’iniziativa è del Centro anziani ‘Monforte’ di Sant’Antonio Abate presieduto alla signora Nadia Di Martino.

Stamattina l’opera, che prende spunto dall’idea di Lucia Santorelli e delle ormai note ‘uncinettine’ di Trivento, è stata inaugurata alla presenza degli anziani e delle istituzioni locali, su tutti l’assessore Luca Praitano che, in una settimana, ha provato pure lui a imparare l’arte del lavoro a maglia e realizzato una sua ‘mattonella’ colore arcobaleno che è stata inserita nell’avvolgente copertona. Con lui il sindaco Roberto Gravina che, come un chirurgo più o meno abile ha arricchito l’opera, cucendo un altro ‘quadratino’.

“L’idea era quella di rendere l’albero più vivace e di lanciare un messaggio. E ha trovato subito il favore degli anziani del nostro Centro – dice la Presidente Di Martino – I nostri ‘nonnini’ lo hanno chiamato l’albero della vita perché si rivolge non solo al nostro presente, ma anche al futuro dei giovani campobassani”. Il messaggio è chiaro: colori più chiari e più scuri, impegnarsi tanto e non scoraggiarsi mai. “Ci sono state anche delle giovani collaboratrici che ci hanno aiutato con l’intento di creare qualcosa che fosse molto simile a un grande abbraccio, quell’abbraccio che è mancato a tutti negli ultimi due anni. Grazie a loro e grazie all’associazione La Mantigliana, (Associazione campobassana cultori del costume che riproduce i vestiti che dal 1600 in poi hanno caratterizzato la civiltà e società del capoluogo di regione, ndr)”. Qui la nostra diretta.

Alcune ‘buche e taccozze’ così le granny square erano chiamate un tempo, sono state collocate nei piccoli vicoli che partono dallo slargo, scorci molto caratteristici ma non adeguatamente valorizzati, soprattutto dai privati. Stimolare i campobassani a visitare questi luoghi nascosti è un altro nobile scopo dell’iniziativa. L’albero della vita è lì, più vivo e colorato. Complimenti agli anziani… giovani di Sant’Antonio Abate.

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