HomeNotizieCRONACAOmicidio Romina, qualcuno ha sentito tutto: spuntano tre testimoni

Omicidio Romina, qualcuno ha sentito tutto: spuntano tre testimoni

Si tratta di studenti cinesi, vicini di casa della De Cesare e di Pietro Ialongo a Frosinone. Dovranno comparire in udienza il prossimo 8 giugno assistiti da un interprete. Intanto il 23 settembre incidente probatorio sul Dna e sui telefonino sequestrati


CERRO AL VOLTURNO-FROSINONE. É stata fissata l’8 giugno prossimo l’udienza per l’incidente probatorio su tre studenti cinesi, vicini di casa di Romina De Cesare e Pietro Ialongo a Frosinone, la cui testimonianza potrebbe risultare decisiva ai fini dell’indagine sull’assassinio della donna.

Ialongo, ex compagno della 36enne di Cerro al Volturno, è accusato di stalking e omicidio volontario aggravato e ha confessato il delitto, dovuto alla separazione tra i due che non era riuscito ad accettare.

I tre cinesi, la notte del 2 maggio, avrebbero sentito le urla di Romina durante il litigio con il 38enne, anch’egli originario di Cerro. Per ascoltarli, la procura di Frosinone metterà a disposizione un interprete per superare eventuali problemi di lingua. L’incidente probatorio è dovuto al fatto che gli studenti dovranno rientrare in patria e dunque potrebbero esserci difficoltà a rintracciarli in un secondo momento.

Intanto ieri, a Frosinone, davanti al giudice per le indagini preliminari Antonello Bracaglia Morante e alla presenza del pubblico ministero Barbara Trotta, titolare del fascicolo, è avvenuto il conferimento dell’incarico per un doppio incidente probatorio, fissato questa volta il 23 settembre. Come riferisce ‘Ciociaria Oggi’, un incarico spetta al maggiore dei carabinieri del Ris Cesare Rapone, che dovrà tornare sulla scena del delitto e cercare di ricostruirne la dinamica. L’appartamento di via del Plebiscito che Romina e Pietro condividevano a Frosinone, ancora sequestrato, verrà passato al setaccio per cercare di estrapolare il Dna dalle tracce biologiche presenti all’interno. Tracce che potrebbero trovarsi sui vestiti ma anche sull’automobile, intestata a Romina, che Ialongo aveva utilizzato lo scorso 3 maggio per andare fino a Sabaudia  e cercare di annegarsi, prima di essere bloccato dai carabinieri.

L’altro incidente probatorio, invece, riguarda l’analisi dei telefonini e dei tablet sequestrati nel corso dell’indagine, al fine di verificare l’eventuale presenza di messaggi utili a ricostruire l’omicidio e i suoi prodromi.

Ialongo, attualmente recluso a Frosinone, attende la pronuncia del Riesame di Roma, prevista tra circa 10 giorni. Nel ricorso il suo legale difensore, Vincenzo Mercolino, ha chiesto i domiciliari o il ricovero in una residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza – ovvero una struttura per persone affette da problemi psichici – ritenendo il regime del carcere incompatibile per il suo assistito. La famiglia della 36enne, strangolata e poi accoltellata, è invece difesa dall’avvocato Danilo Leva.

Pba

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