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Democrazia, uguaglianza e libertà: i messaggi delle istituzioni per la Festa della Repubblica

Il Molise celebra il 2 giugno


CAMPOBASSO. Anche il Molise si prepara a celebrare la Festa della Repubblica, che assume un significato ancora più importante alla luce del particolare momento storico che stiamo vivendo.

“Oggi celebriamo la Festa della Repubblica, la festa per antonomasia degli italiani – evidenzia il presidente della Regione Donato Toma – la più identitaria fra le ricorrenze, il giorno in cui ribadiamo la nostra convinta e ferma adesione alla Repubblica, alla Costituzione e agli alti principi in essa contenuti. La scelta repubblicana e la Costituzione sono i due pilastri su quali poggiano le fondamenta del Paese, che hanno assicurato in questi settantasei anni la realizzazione di inestimabili valori: libertà, convivenza civile, rispetto della dignità umana, parità di fronte alla legge, libertà di opinione, di stampa, di associazione, di religione, diritto all’istruzione, alla salute, alla giustizia, tutela del lavoro e dei lavoratori, solidarietà sociale…A noi il compito di difenderli. Ai giovani quello di ereditarli e trasmetterli alle future generazioni”.

“Il mondo esce dalla pandemia che – ricorda il presidente della Provincia di Campobasso e sindaco di Termoli Francesco Roberti – oltre alle perdite umane registrate, ha acuito le differenze economiche all’interno delle varie popolazioni. E tutte le Nazioni, da oltre tre mesi, guardano con preoccupazione alla guerra in Ucraina, per la quale, se da un lato, regna la paura di una pericolosa estensione del conflitto; dall’altro, costringerà l’Unione Europea e i Governi ad assumere importanti decisioni, al fine di far fronte alle conseguenze economiche mondiali derivanti dalla guerra. In un quadro geopolitico ed economico tutto in divenire, la Festa della Repubblica Italiana assume un valore ancor più grande di quello che già di per sé riveste. Come non ripensare alla lungimiranza dell’allora classe politica e dirigente che, uscita dal ventennio fascista e dalla Seconda Guerra Mondiale, favorirono le condizioni, affinché fossero i cittadini a scegliere la forma di Stato. Il 2 giugno 1946 i cittadini scelsero la Repubblica, il cui voto fu il risultato di un processo complesso, per il quale l’Italia non solo diventò una Repubblica, ma si posero le basi, sancite poi dalla Costituzione, dei principi della democraticità, della sovranità popolare, dell’uguaglianza, della libertà religiosa e del ripudio della guerra quale strumento di offesa. Tutti questi principi ebbero portarono con sé una coesione del territorio nazionale senza precedenti, basata sulla libertà, la pace e la democrazia. La Festa delle Repubblica, inoltre, ci ricorda anche come compito delle istituzioni, in un clima così difficile, sia quello di lavorare per infondere nei cittadini quel clima di fiducia nei confronti della classe politica e dirigenziale, che deve rappresentare le istanze della popolazione, guardando sempre all’interesse collettivo e mai del singolo. Ripartire da un clima di fiducia per cercare di regalare alle generazioni più giovani un clima di pace, così come quello che noi abbiamo ereditato dagli attori istituzionali del Secondo dopoguerra”.

“Dopo 85 anni di monarchia il 2 giugno 1946, grazie a un Referendum istituzionale a suffragio universale, l’Italia diventa una Repubblica”. Così Chiara Gemma, europarlamentare del Movimento 5 Stelle. “Per decenni abbiamo festeggiato il 2 giugno con serenità, poi sono arrivati gli anni della crisi economica, quelli della pandemia e ora si è aggiunta anche una guerra nel cuore dell’Europa. È in momenti difficili come questi che dobbiamo ricordare i sogni e i sacrifici che i nostri nonni e genitori hanno compiuto per rendere il nostro Paese la democrazia che conosciamo oggi. Impegniamoci concretamente per un’Italia all’altezza delle nostre ambizioni”.

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