Dopo il voto sulla sanità che ha contribuito a far andare sotto la maggioranza, c’è attesa per le prossime mosse dell’assessore alle Politiche Sociali


CAMPOBASSO. Giornata bollente, non solo per il caldo, in Consiglio regionale, dove il solito Michele Iorio tende un trappolone alla maggioranza di centrodestra guidata dal presidente Toma e riesce a far passare una proposta di legge di riordino della sanità con i voti di Aida Romagnuolo e dell’assessore alle Politiche Sociali Mena Calenda, oltre quelli, scontati, dell’opposizione.

Complice l’assenza del governatore, impegnato a Roma, e del consigliere Di Lucente, in missione in Croazia, Iorio piazza uno sgambetto incassando 11 voti favorevoli con una proposta che parte già con l’incognita di costituzionalità, come la stessa capogruppo del Pd Micaela Fanelli ammette in aula, pur non facendo venir meno il suo voto per mettere in minoranza il centrodestra.

Se la pasionaria di Fratelli d’Italia era preventivabile che non si discostasse dal compagno di partito, come già accaduto in molte altre occasioni, non era affatto scontato il voto di Calenda. La proposta di oggi era stata presentata due anni fa, all’epoca di Angelo Giustini commissario alla Sanità, quando l’isernina non era ancora stata nominata in Giunta. Eppure, come ha detto lei in assise rispondendo a muso duro ad Andrea Greco dei Cinque Stelle, “si trattava di un impegno che non potevo disdire. Non accetto di essere messa alla gogna da consiglieri di minoranza o di maggioranza. Lei ha detto che il governatore Toma potrebbe togliermi la delega, credo che lei stia sbagliando, perché Toma toglie la delega a chi non porta avanti gli impegni”.

Insomma, Calenda ha sostenuto di non poter ritirare la firma dalla proposta per una questione di coerenza. Tuttavia, poteva uscire dall’aula o astenersi: il centrodestra sarebbe andato comunque sotto, ma lei avrebbe evitato situazioni scomode. Ora,  la sfiducia politica di oggi rischia di trasformarsi in sfiducia vera: Greco, da quanto si apprende, starebbe già preparando una nuova mozione per disarcionare Toma, cosa mai riuscita in altre occasioni.

Cosa farà Calenda , dopo quanto avvenuto? Sarà consequenziale  e ancora una volta coerente, firmando per seconda la mozione di sfiducia subito dopo Greco, o toglierà Toma da ogni imbarazzo, rinunciando all’assessorato e tornando a sedere in Consiglio? A sentire le parole di Calenda, quello di oggi non è un avviso di sfratto a Toma ma un episodio a sé. Ma il presidente, crediamo, non si farà passare impunemente la mosca sotto il naso.

Pba