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Salasso bollette acqua, insorgono gli ex amministratori: altro che colpa nostra, aumenti tutti di stampo centrosinistra

Dall’Olio: rincari del 30 per cento non sono nostra eredità  e per la riscossione 2020-21 si poteva attendere fino all’anno prossimo. L’ex consigliere Moscato al vetriolo: facce di bronzo, il Pd si dimetta dalla Giunta


ISERNIA. Non poteva restare in silenzio l’opposizione di centrodestra, dopo l’accusa di avere esclusiva responsabilità per i rincari delle bollette dell’acqua, piovuti tra capo e collo dei cittadini di Isernia in queste settimane, con una prima tornata cumulativa degli anni 2020-21 e, a seguire, con il primo quadrimestre 2022. Nel mirino degli ex amministratori sono anche i toni utilizzati nella nota istituzionale del Comune, giudicati assolutamente poco opportuni.

La prima a fare una serie di precisazioni, dal suo profilo Facebook, è la consigliera di Forza Italia Linda Dall’Olio. Con una precisa ricostruzione, l’ex assessore smonta pezzo per pezzo le accuse di aumenti delle tariffe idriche da parte della precedente Giunta d’Apollonio, a cominciare da chi ha stabilito cosa.

“Le tariffe del servizio idrico 2022 sono state fissate dalla nuova amministrazione Castrataro (e non dall’amministrazione d’Apollonio) con delibera di Giunta n.91 del 31 maggio 2022 – esordisce Dall’Olio – Queste tariffe risultano aumentate di circa il 30 per cento. Aumento dei costi dell’energia per via della guerra in corso? Forse! Mancati investimenti da parte dell’amministrazione d’Apollonio per l’efficientamento energetico della rete idrica? Sicuramente no! È doveroso ricordare infatti che la precedente amministrazione, che mai ha applicato questi aumenti che di certo avrebbero fatto comodo alle casse del Comune, ha per la prima volta ottenuto un finanziamento regionale di 450mila euro circa per la realizzazione di una mini centrale, proprio a quello scopo, che è ancora in fase di realizzazione (zona rotonda casa circondariale) e per la quale, in verità, invito l’amministrazione Castrataro a sollecitare l’avanzamento dei lavori”.

“Per quanto concerne invece la fatturazione degli anni 2020-2021, avvenuta tra la fine del 2021 e l’inzio del 2022 – sottolinea – non si può parlare di ritardi poiché le normative vigenti prevedono che la riscossione degli anni precedenti possa avvenire entro due anni. Per di più, se vogliamo considerarlo al pari della guerra in corso, ricordiamo che il 2020 è stato un anno che, per via della pandemia, ha avuto un ‘peso’ anche economico sulle tasche dei cittadini particolarmente rilevante e, mentre si distribuivano i buoni pasto e i vari bonus per arginare tale difficoltà, forse non era il momento migliore per aggiungere altri tributi comunali, da poter fatturare tranquillamente l’anno successivo”.

“Per di più – ancora Dall’Olio – bisogna ricordare che l’amministrazione d’Apollonio (insediamento 2016) dovette fare i conti con la mancata riscossione dei canoni idrici di ben 5 annualità precedenti. La legge di bilancio 2018 inoltre stabiliva che, a partire dal 2020, venissero ridotti i tempi di prescrizione. Gli enti quindi potevano (e dovevano) riscuotere i canoni idrici entro e non oltre i due anni successivi. Non procedere alla riscossione e quindi far cadere in prescrizione gli anni non riscossi a tempo debito significa causare danno erariale. L’amministrazione precedente, quindi, ha dovuto in 5 anni di mandato riscuotere di fatto 8 anni, rimettendo in pari tutto, evitando il danno erariale, evitando aumenti delle tariffe e ‘lasciando’ per la fine del 2021 i soli anni 20/21”.

“Sempre per amore di verità – ha concluso l’ex assessore – è anche opportuno precisare che la precedente amministrazione ha sistemato molto la situazione generale dell’idrico, non solo rimettendo in pari la riscossione senza aumenti ma avviando un lavoro di efficientemento energetico della rete idrica, basti pensare infatti che l’ente non disponeva neanche di un regolamento in materia, o meglio risaliva alla fine degli anni ‘50, così come della Carta dei servizi per la cui assenza il Comune fu anche sanzionato”.

Parole che trovano piena sintonia in quelle, sempre a mezzo social, dell’ex capogruppo di Isernia in Comune Nicola Moscato, che pubblica le foto delle delibere vecchie e nuove per permettere ai cittadini di fare, da soli, un confronto su chi abbia o meno aumentato il costo dell’acqua. “Le nuove tabelle del ruolo idrico 2022 – scrive l’ex consigliere comunale – il cui primo quadrimestre è stato già inviato a molti cittadini (altra meravigliosa novità quella di notificare il singolo quadrimestre), sono state votate dalla Giunta Castrataro con delibera n. 91 del 31 maggio scorso.  Tanto per dirne una, con le nuove tariffe firmate Castrataro, le tariffe base delle utenze non domestiche sono passate da 0.2317 centesimi a 0,5158. Ci troviamo di fronte ad un aumento generale di circa il 30% rispetto alle tariffe passate. Questo è il disastroso risultato firmato dall’assessore al ramo Iannone con il beneplacito del sindaco”.

Poi il discorso di fa più politico: “La cosa più anomala è che finanche il Partito democratico di Isernia (che ha in Giunta due assessori con cariche importantissime) ha criticato la sua stessa maggioranza per i ruoli idrici notificati ai cittadini. Alla luce delle suddette critiche, se il Partito democratico (soprattutto di Isernia) godesse di una benché minima coerenza politica, dovrebbe far presentare le dimissioni ai due suoi assessori e passare in minoranza.  Ma figuriamoci. Ciò che resta – conclude un Moscato al vetriolo – è la faccia di bronzo.  Per usare un eufemismo”.

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