Piccole imprese artigiane, la ricetta di D’Orazio: formazione e internazionalizzazione, così si esce dal guado

L’intervista al presidente di Confartigianato Molise, che invita i giovani a rivalutare le professioni che richiedono manualità e praticità


ISERNIA. Torna di moda il lavoro artigianale, con quei lavori che oggi non si trovano più e che rappresentano un’importante opportunità per i giovani. Lo afferma il presidente di Confartigianato Molise Romolo D’Orazio, che rivolge un invito ai giovani: cominciare a valutare tutte quelle professioni che richiedono anche manualità e praticità. “Bisogna tornare alla formazione del saper fare e della manualità – afferma  – coinvolgendo la scuola, le istituzioni e le famiglie, che non devono considerare più il lavoro artigianale come un lavoro di serie B, ma come un lavoro importante”.

Lavoro, quello artigianale appunto, che passa per lo snodo della sostenibilità, in un periodo in cui il moltiplicarsi del costo dell’energia sta mettendo in ginocchio migliaia di piccole e medie imprese. “Io credo che la sostenibilità vada vista un po’ su tutti i livelli  continua il presidente di Confartigianato Molise –  quindi sostenibilità sociale,  economica, finanziaria: non esiste soltanto un tipo di sostenibilità. Noi come Confartigianato abbiamo creato uno spin-off del nostro brand generale. che riguarda proprio le imprese che vogliono diventare e certificarsi come sostenibili. Le accompagneremo con una serie di servizi dedicati a diventare tali in un percorso che sarà a medio-lungo periodo e che prima o poi prenderà piede su tutte le aziende”. 

D’Orazio da mesi è in tour, in tutta la regione, per incontrare i piccoli imprenditori e toccarne con mano le esigenze. Due i problemi principali: la mancanza di liquidità correlata all’incremento del costo delle materie prime, dovuto a due anni di pandemia e alla guerra, e l’incremento dell’energia. “Chiederei alla politica di mettere a terra provvedimenti che sostengano la liquidità delle aziende artigiane. Soprattutto in Molise, c’è anche difficoltà ad internazionalizzare la propria immagine. Molto spesso le pmi hanno mercati solo locali o interregionali e invece il prodotto made in Italy ha molto più a visibilità sull’estero che sull’Italia. Sono quindi necessari – conclude D’Orazio – provvedimenti che aiutino all’internazionalizzazione dell’azienda”