Per il portavoce in Consiglio regionale si rischia “di perdere definitivamente la rotta dietro la banale contrapposizione tra tifosi”


CAMPOBASSO. Scissione nel M5S: il portavoce in Consiglio regionale Andrea Greco fa chiarezza sulla sua posizione. Non lascerà il movimento ma si dice deluso dalla logica delle correnti.

“Ho un ricordo vivido – scrive in un lungo post su Facebook – dei motivi che mi portarono ad abbracciare il MoVimento 5 Stelle e a farne una vera ragione di vita. Tra questi, certamente, c’era la fine del leaderismo: l’uomo solo al comando, capace di salvare la nazione. Ero invece convinto che il cittadino dovesse farsi Stato e, con esempi e azioni concrete, dovesse cercare di migliorare la propria comunità.

Ahimè, questo valore è andato troppo spesso smarrito. La comunità del MoVimento rischia di perdere definitivamente la rotta dietro la banale contrapposizione tra tifosi di una squadra o dell’altra, tra ‘dimaiani’ e ‘contiani’.

Sarò chiaro, così da evitare ulteriori domande. Porto tatuati nell’anima i valori del MoVimento 5 Stelle. E credo di onorarli ogni giorno del mio mandato. Lo faccio ogni qual volta mi occupo di sanità pubblica, denuncio irregolarità ai magistrati, ricevo l’ennesima querela da gruppi di potere per aver difeso gli interessi collettivi. Alcune di queste azioni, mi hanno visto completamente isolato. Ed oggi constatare che questo duro lavoro lascia il posto alla logica delle correnti mi delude.

Non dovrei neanche dirvi da che parte sto, ho sempre preferito lasciar parlare i fatti. D’altro canto, non darò alcuna soddisfazione a chi era già pronto a danzare sul nostro ‘cadavere’ politico”.

Poi il grazie a Di Maio. “Non rinnegherò mai neanche il valore dell’amicizia – evidenzia Greco – E sarò sempre riconoscente nei confronti di chi, come Luigi Di Maio, ha fatto la storia del nostro MoVimento. Per questo, l’odio che leggo verso di lui da una parte, o verso Alessandro Di Battista dall’altra, mi rammarica. È anche grazie a questi ragazzi se tanti cittadini sono entrati nelle istituzioni, portando con loro i sogni e le aspettative di milioni di persone.

Io rispondo a quelle stesse speranze, nella mia terra. E non intendo certo tradirle.

Detto ciò, nella vita ciascuno ha il diritto di fare le sue valutazioni, assumendone appieno le responsabilità.

Il MoVimento dovrà fare a breve delle scelte importanti e mi auguro che tenga ben presenti i suoi valori fondanti. Tra questi, senza ombra di dubbio, c’è il limite dei due mandati. Non una questione tecnica, ma un principio chiaro: siamo cittadini prestati alle istituzioni. Facciamo politica a tempo determinato, al servizio delle nostre comunità, per contribuire a migliorarle. Non dobbiamo mai perdere di vista un fatto: fuori dai palazzi si stanno consumando veri drammi sociali, c’è gente che chiede soluzioni concrete ai veri problemi. E, sinceramente, sono poco interessati alle vicende interne a partiti e movimenti.

Queste sono le nostre regole identitarie e senza identità, senza storia, non può esserci un futuro”.