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Isernia, tra fede e tradizione si rinnova il rito più atteso: tutto pronto per la Fiera delle Cipolle

Dopo i due anni di stop imposti dalla pandemia la città si prepara ad accogliere i visitatori per tornare a dare vita all’evento anche se con 80 banchi in meno rispetto al 2019


ISERNIA. L’attesa è finita e a Isernia è tutto pronto per dare vita all’evento più atteso: la Fiera delle Cipolle che animerà le vie della città in occasione dei festeggiamenti in onore dei santi Pietro e Paolo domani 28 giugno e mercoledì 29. Un’attesa lunga due anni e per questo l’edizione 2022 acquista anche una valenza simbolica: quella della ripartenza dopo il periodo difficile segnato della pandemia. Ripartenza purtroppo segnata dal calo del numero di banchi. “Molte imprese – ha comunicato la Giunta comunale – hanno cessato l’attività o hanno lentamente abbandonato gli eventi fieristici occasionali, per cui si registra una diminuzione di circa 80 domande rispetto alle fiere di qualche anno fa, ragion per cui il tracciato prevede una diminuzione delle aree abitualmente occupate dai banchi”.

LA MAPPA DELLA FIERA. Il percorso comprende via Giovanni XXIII (dall’incrocio con via Sturzo), via Umbria, via Testa (dall’incrocio con via Umbria e fino a piazza D’Uva esclusa), via Saragat e via Formichelli (limitatamente alle zone di intersezione con via Giovanni XXIII).

La mappa della fiera

L’orario di svolgimento della fiera andrà dalle ore 8 alla mezzanotte del 28 giugno e dalle ore 7 alle 17 del 29 giugno. Entro un’ora dal termine dell’orario di vendita le aree della fiera dovranno essere lasciate libere e pulite a cura degli ambulanti.

CONVEGNO SULLA CIPOLLA. Anche quest’anno ci saranno eventi collaterali alla tradizionale Fiera della Cipolla, come quello organizzato dalla “Associazione cipolla bianca di Isernia”, nata per la valorizzazione e la promozione del famoso ortaggio locale. Domani alle ore 10.30, nel foyer dell’auditorium Unità di Italia, avrà luogo un convegno scientifico sulla cipolla isernina. Un’occasione che servirà ad avviare una riflessione sul rilancio del pregiato bulbo, quale patrimonio agroalimentare molisano, e della sua commercializzazione. All’incontro interverranno il professor Antonio De Cristofaro, docente della Facoltà di Agraria, che illustrerà il contributo dell’Università degli Studi del Molise allo sviluppo della filiera della cipolla bianca di Isernia. Seguirà l’intervento dell’agronomo Giacomo Verrecchia, che relazionerà sugli “Aspetti tecnici del disciplinare di produzione della cipolla di Isernia”. A concludere, Andrea Petraroia che parlerà della realtà e delle prospettive di sviluppo della cipolla di Isernia. All’ingresso dell’auditorium ci sarà lo stand allestito dai soci della cooperativa sociale Lai (Lavoro anch’io), che è tra i promotori dell’iniziativa. La cooperativa da anni collabora con l’Unimol per la produzione e la riqualificazione di colture autoctone, quale appunto la cipolla bianca di Isernia, che rischiano di scomparire dalle nostre tavole.

La locandina dell’evento

CIPOLLARI CRESCONO. Spazio anche al divertimento per i più piccoli. Domani dalle 16.30 alle 19.30 è in programma la Festa dei bambini che si terrà nel corridoio laterale dell’Auditorium, grazie all’iniziativa della Pro Loco. In programma la gara ‘Lacrima Facile’, il laboratorio di intreccio e il cipolla paint.

TRA STORIA E LEGGENDA. La storia racconta che la fiera nacque per favorire il commercio della cipolla isernina coltivata dai produttori locali. Un tempo si svolgeva dove si trova attualmente il parco della rimembranza, denominato appunto ‘il largo delle cipolle’, ma dopo l’espansione a nord della città la fiera si è svolta per alcuni decenni su corso Risorgimento per poi spostarsi negli ultimi anni sul corso principale della città: corso Garibaldi. L’associazione tra San Pietro e la cipolla è legata a un’antica leggenda. Si narra che un giorno la madre di san Pietro, una donna avara e cattiva, mentre sciacquava in un ruscello delle cipolle appena colte, se ne fece sfuggire una di mano, che fu portata via dalla corrente. Poco più giù una povera anziana prese l’ortaggio e chiese alla madre di san Pietro il permesso di mangiarlo, perché aveva fame. La donna per la prima volta nella sua vita, fu colta da benevolenza e annuì. Quando la mamma di san Pietro morì, fu mandata all’inferno a causa della sua avarizia e chiese al figlio di essere graziata e portata in paradiso. San Pietro chiese l’intervento di Gesù per salvarla. Egli acconsentì ricordando la carità che la mamma di San Pietro aveva concesso alla vecchina affamata. Gesù allora la fece appendere ad una resta di cipolle per farla salire verso il paradiso, ma le altre anime dannate si avvinghiarono alla veste della donna per salvarsi anch’esse. Lei, allora, cattiva com’era, le scacciò perché voleva salvarsi da sola. E tanto si dimenò che la resta si ruppe, facendola precipitare nuovamente e definitivamente tra le fiamme dell’Inferno.

Deb.Div.

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