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Funerali, la protesta della Federazione di settore: dura nota a Toma e Gelmini

Comparto funerario sul piede di guerra: ripristinare le norme precedenti, ecco perché


CAMPOBASSO. “Critichiamo con forza la decisione assunta dal Consiglio regionale del Molise di stravolgere alcuni elementi significativi delle norme che regolano il settore funebre”.

È quanto afferma Federcofit, la Federazione del comparto funerario italiano, che si è fatta interprete delle segnalazioni dei suoi associati molisani. “In particolare – si legge in una nota – è stata modificata la nozione di feretro, che in tutte le leggi regionali italiane indica la cassa sigillata con all’interno il defunto, mentre nelle nuove norme approvate e pubblicate dal Consiglio regionale del Molise viene fatta decadere la necessità che la bara sia chiusa”, segnala Federcofit.

“Ciò porta a consentire l’esposizione del defunto a bara aperta nelle sale del commiato, finora definite luoghi in cui per brevi periodi tenere in custodia ed esporre i feretri per i riti di commemorazione. Le nuove norme – questo il nodo della contestazione – consentono invece alle sale del commiato una serie di operazioni tipiche degli obitori e delle case funerarie, come l’osservazione della salma e l’esposizione a bara aperta”.

“Si genera a questo punto la confusione tra casa funeraria e sala del commiato, che non è un mero fatto tecnico”, sottolinea Federcofit. “La casa funeraria è un luogo curato nei minimi dettagli, che ha richiesto investimenti cospicui, anche milionari, e che si può considerare il fiore all’occhiello di un’impresa che offre standard di qualità e di sicurezza elevatissimi. La nuova sala del commiato invece sarebbe poco più di una stanza che, per quanto adattata per rispettare alcuni requisiti igienico-sanitari, rimarrebbe un luogo di seconda o terza fascia in grado di operare una concorrenza di cui sarà difficile osservare la correttezza”.

“Chi lavora nel settore funebre sa bene quanto spesso le irregolarità, le imprudenze e le improvvisazioni sfuggano ai controlli e Federcofit stessa viene spesso chiamata in gioco proprio per segnalarle alle istituzioni su tutto il territorio nazionale. Il dato più spiacevole è che tutto avviene alle spalle delle famiglie gravate da un lutto, che nulla sanno di ciò che succede dietro le quinte del servizio funebre. Per questa ragione – conclude Federcofit – abbiamo scritto una vibrante nota al presidente della Regione Molise Donato Toma, alla sua Giunta, a tutti i consiglieri regionali, nonché al ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini, affinché vengano ripristinate le corrette e trasparenti norme precedenti. Per il bene degli imprenditori e dei cittadini”.

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