Isernia, ospedale allo sbando: Castrataro pensa all’accordo di confine con l’alto Sangro

La proposta del sindaco durante l’assemblea popolare sulla sanità. Emilio Izzo lancia la nuova protesta: ‘Autunno pentro’ per salvare le sorti della provincia. VIDEO


ISERNIA. Sindaci e amministratori, di destra e di sinistra; poi comitati, cittadini, esponenti della sanità pubblica. Tutti uniti per dire basta tagli all’ospedale di Isernia, ne va della sopravvivenza dell’intera provincia.

Nutrita partecipazione, nel pomeriggio di oggi, all’assemblea popolare sulla sanità promossa dall’amministrazione comunale di Isernia e svoltasi presso il parco della stazione. Antonio Federico, Andrea Greco e Vittorio Nola per il Movimento 5 Stelle, Vittorino Facciolla per il Pd, Michele Iorio per Fratelli d’Italia, il sindaco di Agnone Daniele Saia, quello di Cerro al Volturno Remo Di Ianni e quello di Pozzilli, Stefania Passarelli; Emilio Izzo ed Enrica Sciullo in rappresentanza dei comitati in difesa della salute pubblica, Lucio Pastore e Francesca Scarabeo, medici che ben conoscono lo stato dell’arte dei reparti chiusi e aperti del Veneziale, gran parte dell’amministrazione comunale pentra con in testa il sindaco Piero Castrataro: tutti loro hanno discusso della necessità di far sentire forte la voce del territorio, dopo anni “in cui viene calpestato il diritto alla salute”.

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“È arrivata l’ultima ora per proteggere la provincia, per proteggere una sanità pubblica di qualità che sia in grado di curare, soprattutto nei casi di emergenza ed urgenza – ha dichiarato Piero Castrataro – Ricordiamo che noi siamo in grandissima difficoltà su ciò che riguarda Pronto soccorso, Cardiologia e tutte quelle cose che possono salvare la vita delle persone. Finora non ci sono stati risultati: non vorrei che questa cosa diventasse una questione politica, perché non lo è. Lo sforzo deve essere enorme per trovare delle soluzioni che finora non sono state raggiunte o trovate, né dal commissario né dal direttore generale Asrem. Ora servono i fatti, bisogna risolvere nel più breve tempo possibile”.

Poi l’affondo diretto a Florenzano e Toma: “Se un direttore generale – ancora il primo cittadino – non porta dei risultati vuol dire che è inadatto per il ruolo che ricopre. Essendo manager deve avere degli obiettivi e gli obiettivi devono essere non solo economici – e non ci sono perché l’Asrem continua ad avere un debito – ma soprattutto di tutela e di servizi verso i cittadini. Bisogna rimuovere assolutamente nel più breve tempo possibile Florenzano, al tempo stesso il governatore si deve rendere conto che quello che ha promesso non ha prodotto fatti ma solo parole. Se non è in grado di farlo vuol dire che non può fare il commissario e che evidentemente non può fare il presidente di Regione”.

IN ALTO LA VIDEOINTERVISTA AL SINDACO DI ISERNIA

Ma quale la ricetta per far salire i numeri di una regione e di una provincia sempre più in affanno, in termini di offerta dei servizi? Per Castrataro la strada da percorrere è senz’altro quella degli accordi di confine. “È una grandissima opportunità – ha aggiunto – soprattutto se ragioniamo di Castel di Sangro e di tutta quell’area del Sangro o con il Casertano e il basso Lazio. La prospettiva è proprio quella di avere dei servizi che, facendo rete con altri ospedali, possano garantire la salute dei nostri concittadini e di quelli delle regioni limitrofe. Ci stiamo già lavorando, ma chiaramente non è un percorso facile. Credo però – ha concluso – che sia una delle vere poche cose che hanno una base solida per poter emergere con una proposta costruttiva e risolvere realmente i problemi”.

Di nuovo pronto alla battaglia, intanto, Emilio Izzo, che con il comitato ‘In seno al problema’ da anni è in prima linea per la tutela di reparti e servizi dell’ospedale di Isernia. “Noi chiediamo l’università che abbiamo perso, l’ospedale che stiamo perdendo e altri servizi di cui siamo stati depredati. Abbiamo perso, di fatto, l’ente provincia. Qualcuno si è preso i servizi che erano nostri. Qui c’è stata una classe politica che, negli ultimi dieci anni, ha defenestrato la provincia di Isernia. Dobbiamo dare dignità a questo territorio, riappropriandoci di quanto abbiamo conquistato negli anni come provincia, della nostra dignitosa esistenza. Lancio perciò ‘Autunno pentro’, la nuova grande iniziativa di protesta e rivendicazione di un’intera provincia. Il presidente della Provincia di Isernia oggi non c’è, vorrei capire se deve stare zitto perché messo lì da un’accolita politica che deve far riferimento alla sanità privata che fa da padrone da tutte le parti. Invito tutti i i cittadini, i sindaci e il presidente della Provincia a sposare questa battaglia di riconquista di un ruolo che ci spetta”.