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Film sul grande Paolo Di Paolo, apertura super a MoliseCinema

Sarà il primo evento della ventesima edizione, dal 2 al 7 agosto a Casacalenda. Attesa per la proiezione di ‘The treasure of his youth’ il documentario del regista americano Bruce Weber sui ‘tesori’ e sulla storia del fotografo larinese, l’uomo che ha ‘raccontato’ l’epopea del cinema italiano nel Novecento.


di Maurizio Cavaliere

Sarà uno dei grandi eventi d’apertura di MoliseCinema 2022. Il 2 agosto a Casacalenda è in programma la proiezione de ‘The treasure of his youth’ the photographs of Paolo Di Paolo. E’ il film di Bruce Weber nato quasi per caso da una visita in una Galleria romana. Improvvisamente la scoperta di una serie di fotografie di attori e cineasti tra i preferiti del regista e dietro quelle vecchie foto un nome: Paolo Di Paolo.

Da quell’incontro di sogni e immagini a quello reale tra Di Paolo e Weber è stato un attimo: “Le foto di Paolo mi hanno toccato l’anima – scrive Weber nelle note a margine dell’opera – Quegli scatti sono come linee nell’età dell’oro della poetica romana, come un’aria cantata da Franco Corelli. Sono entusiasta dell’idea di vederlo entrare a far parte del novero dei più noti fotografi del suo tempo, come Cartier-Bresson in Francia o Cecil Beaton in Inghilterra”.

Weber ha realizzato un documentario sulle opere di Di Paolo e sullo stesso fotografo, molisano di Larino, andato via prestissimo dal Molise. Il quale nel 1952, studente di filosofia, mai si sarebbe immaginato di diventare un fotografo e tra i più apprezzati del Novecento, sensibile testimone privilegiato dell’epopea del cinema italiano.

Weber indada sul tesoro del forografo molisano: buste e buste di negativi scoperti dalla figlia, Silvia in una vecchia cassettiera: “Avevo vent’anni e non sapevo nulla del suo grande passato da fotografo. Non me ne aveva mai parlato. Oggi, penso che il segreto delle foto di mio padre sia l’intimità di quegli scatti, perché queste persone davvero sono state suoi amici”.

Di Paolo ha pranzato con Vittorio Gassman e Alberto Sordi. Quando Kim Novak o Gloria Swanson arrivavano a Roma, mandava fiori nelle loro stanze in albergo e in una nota le invitava nel suo studio.

Poi, viaggiò con Pasolini, andò al mare con Anna Magnani e suo figlio (meraviglioso lo scatto, usato per un manifesto del film, di ‘Nannarella’ al mare insieme con il cane, foto in basso). “Mio padre – continua Silvia - usava sempre la luce naturale e prediligeva la spontaneità rispetto a un’immagine accuratamente costruita. Si considerava un dilettante: lui fotografava per amore e passione. E’ una fortuna che quella sia diventata la sua professione”.

Queste e altre le sorprese di un grande documentario (ralizzato da un importante regista e fotografo pluripremiato, molto note le sue collezioni permanenti al London’s Victoria and Albert Museum e alla Photography Division di Parigi) che unisce tutto sotto il marchio di Molisecinema: la settima arte, appunto, il talento, la storia del Novecento e, non ultimo per noi molisani, la nostra regione.

In sostanza, un evento di grande qualità per ‘aprire’ la ventesima edizione del Festival.

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