HomeNotizieSPORTLupi, la società ci crede ancora e programma le attività

Lupi, la società ci crede ancora e programma le attività

Mercoledì si ritroveranno a Campobasso dirigenti e tecnici. Bisogna lavorare intorno alla piccola speranza che ancora c’è. Al Coni l’ardua sentenza: giusto o meno condannare una società per un debito di modesta entità frutto di un errore evidente cui lo stesso club ha dimostrato di voler rimediare senza però averne la possibilità?


di Maurizio Cavaliere

A poco più di una settimana dal verdetto che stabilirà se il Campobasso potrà o meno rientrare nel girone C di Lega Pro, dal quale è stato drammaticamente escluso due volte, la società continua a crederci e anche per questo si muove.

Non potendolo fare sul fronte del mercato, almeno in entrata, lo fa riunendo i propri direttori e dirigenti, e lo staff tecnico, per programmare la ripresa dell’attività. Un moto di rivalsa nei confronti della Figc? La certezza (che ovviamente non può esserci) che tutto vada per il meglio? O semplicemente una mossa beneaugurante rispetto a quello che sarà? Qualsiasi sia il motivo della riunione, che avverrà tra mercoledì e giovedì (ci saranno ovviamente anche il direttore sportivo Stefano De Angelis e mister Fabio Prosperi), il Campobasso si ritrova per dare un segnale e programmare il ritiro. Quale sarà il campionato da disputare, e qualche il destino di tecnico e giocatori ancora nel limbo tra la possibilità di cimentarsi in serie C e l’essere svincolati? Questo è ancora ignoto, ma nelle ultime ore, al grande partito degli ultra diffidenti rispetto a quanto letto dalle motivazioni della Commissione federale, sembra crescere quello dei possibilisti.

Le regole non sono state rispettate, ma è pur vero che, rispetto a quanto si legge, il Campobasso non è stato escluso per reali questioni economiche, che sono tutte da certificare visto che, citando la posta equivoca di 650mila euro, la Commissione dice testualmente che “non sia connotata da adeguata certezza documentale di talché la stessa consistenza patrimoniale della Società potrebbe risultare sovrastimata di un importo corrispondente”. Parole al condizionale e ipotesi tutte da verificare, insomma. La società in questo senso potrà dimostrare il contrario.

Il Campobasso è stato invece fatto fuori per un errore piuttosto evidente e clamoroso nella gestione dei debiti verso l’Erario. Gestione disinvolta da parte del club, non da società professionistica, certo: e se dovesse davvero concretizzarsi l’esclusione definitiva, sarebbe alla fine una beffa atroce per tutti.

La domanda vera a questo punto è questa: giusto o meno escludere una società per un debito non importante che ha provato comunque a sanare senza poterlo fare? Davvero si può essere così intransigenti in questo calcio pieno di dubbi che vanno assai oltre una rateizzazione di tre trimestri di esercizi diversi dei debiti Iva?

La risposta la daranno i giudici del collegio di garanzia del Coni, garanzia che speriamo siano per il buonsenso, ammesso che poi il Campobasso non riuscirà neanche a dimostrare la propria buona fede in sede di giudizio. In quel caso, e cioè se le carte non dovessero dare forza alla tesi del club, a quel punto l’esclusione sarebbe sacrosanta. E Gesué sarebbe il principale responsabile del ‘fallimento’, senza alcuna attenuante.

Ma una piccola speranza ancora c’è. E a metà di questa settimana ne parleranno anche i professionisti coinvolti nel club, magari programmando il ritiro e la preparazione perché in ogni caso poi, dopo l’eventuale sentenza positiva (incrociamo le dita) di tempo da perdere ce ne sarebbe poco per programmare la stagione. Nel frattempo bisognerà farsi valere seriamente e crederci fino all’ultimo, anche perché, contrariamente a quanto ritengono i complottisti di turno non ci sarebbe alcun motivo per far fuori arbitrariamente il Campobasso, società che si è contraddistinta (in positivo) per lealtà sportiva, gioco e organizzazione, oltre che per risultati importanti come la vittoria di Bari.

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