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Scioperi e carenza di personale minacciano l’estate di chi viaggia in aereo, Chiara Gemma interroga la Commissione europea 

Un problema comune per i principali Paesi del continente, che vede coinvolte tutte le compagnie e che porterà alla cancellazione di decine di migliaia di voli nell’arco di due mesi 


BRUXELLES. Caos nelle compagnie aeree e in tutti gli aeroporti europei: tra scioperi e mancanza di personale, volare sarà a rischio ritardi nella migliore delle ipotesi, o addirittura di cancellazioni nella peggiore. A tal proposito, l’eurodeputata di Insieme per il Futuro Chiara Gemma ha presentato un’interrogazione prioritaria in Commissione europea per chiedere soluzioni, sottolineando come il problema riguardi fortemente anche l’Italia.  

Andiamo con ordine. Per sopperire alla crisi economica causata dal Covid, le varie compagnie aeree avevano effettuato numerosi licenziamenti senza però riassumere lo stesso numero di lavoratori una volta superato il periodo ‘nero’ in cui i voli erano sospesi o contingentati. Ora che la gente può tornare a viaggiare e la domanda di voli è vertiginosamente salita, il personale necessario non c’è e i dipendenti rimasti sono in affanno, tanto da aver richiesto l’intervento dei sindacati prima e della politica poi.

Tra i motivi dell’agitazione, come riportato da ‘Il Sole 24 Ore’, ci sarebbero “retribuzioni inferiori ai minimi previsti dal contratto nazionale, condizioni operative insostenibili, mancato adeguamento dei trattamenti salariali ai contratti di riferimento e pratiche anti-sindacali oltre che un numero di passeggeri al di sopra della capacità di gestione del personale ai controlli di sicurezza, come dichiarano i lavoratori. Una situazione comune ad altri paesi europei, dalla Spagna, al Belgio, alla Francia, al Portogallo, alla Germania”.  

A questo va aggiunto anche un altro importante dettaglio rilevato dall’eurodeputata. “La legislazione in materia dei diritti dei passeggeri – spiega Gemma – nello specifico l’art. 91, par. 1 Tratto sul funzionamento dell’Unione europea, mira a garantire che i passeggeri beneficino di un livello minimo di tutela in caso di ritardi prolungati o cancellazioni, prevedendo inoltre meccanismi di indennizzo, dinamica messa duramente in crisi nell’ultimo periodo”.

Come è facile prevedere, dopo due anni di restrizioni a causa della pandemia, la domanda di viaggi aerei è tornata più forte del previsto creando un collo di bottiglia in quanto le compagnie aeree e gli aeroporti, che hanno ridotto i posti di lavoro durante la crisi, non riescono a stare al passo con la domanda di viaggio dei passeggeri: si calcola che quasi 2mila voli dai principali aeroporti dell’Europa continentale siano già stati cancellati nell’ultima settimana e si prevede che, solo in Germania, nei due mesi a venire verranno cancellati oltre 3.000 viaggi targati Lufthansa. 

Alla luce di quanto esposto, Chiara Gemma chiede “come intende la Commissione europea indurre le compagnie aeree a rispettare la legislazione vigente a tutela dei diritti dei passeggeri e quali iniziative concrete ha intenzione di promuovere per tutelare i lavoratori del settore aereoportuale e porre fine all’emergenza il prima possibile”. 

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