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Il no al 41bis, i testi a favore dello zio boss e la mafia che “non esiste”: a Pietracatella scoppia il ‘caso’ Niko Pandetta

L’esibizione del trapper catanese, noto per aver espresso posizioni a favore del capoclan Salvatore ‘Turi’ Cappello, è prevista questa sera per il Morgia in Fest. Ma l’associazione ‘Caponnetto’ per la lotta contro le illegalità non ci sta e chiede l’annullamento del concerto


PIETRACATELLA. È bufera sul concerto previsto questa sera a Pietracatella che dovrebbe vedere sul palco – a questo punto il condizionale è d’obbligo – il trapper catanese Niko Pandetta. L’artista è il nipote del boss catanese Salvatore ‘Turi’ Cappello, sottoposto al regime speciale di detenzione 41 bis dal 1993. Pandetta, nei suoi testi, ha spesso inneggiato allo zio, affermando anche che “La mafia non esiste”: in uno dei suoi lavori si legge: “Zio Turi io ti ringrazio ancora per tutto quello che fai per me, sei stato tu la scuola di vita che mi ha insegnato a vivere con onore, per colpa di questi pentiti sei chiuso là dentro al 41 bis”. Sulla questione è intervenuta l’associazione per la lotta contro le illegalità e le mafie ‘Antonino Caponnetto’, che per tramite del referente regionale Romano De Luca si è rivolta alla Prefettura e alla Questura di Campobasso, nonché al sindaco di Pietracatella, chiedendo di annullare, come accaduto in altri comuni d’Italia, il concerto del cantante nel cartellone del Morgia in Fest.

“Riteniamo – scrivono nella missiva – non sia accettabile dare questa l’immagine del Molise. Invitare ‘un artista’ che dedica una canzone a un esponente di spicco della criminalità organizzata, di certo, non può essere ignorato (e accettato). Una esibizione di questo tipo getta enormi ombre su tutto un territorio. Dubbi atroci che, ovviamente, potrebbero essere facilmente dissipati se Niko Pandetta prendesse ‘pubblicamente’ posizioni serie contro il Sistema, condannando la malavita e scegliendo, finalmente, di mettersi dalla parte degli onesti. Onesti che, senza ombra di dubbio, rappresentano ancora la maggioranza”.

“Purtroppo, ancora una volta – proseguono dall’associazione – dobbiamo registrare l’indissolubile rapporto tra il mondo dei cantanti neomelodici e quello della criminalità organizzata. Per i cantanti, infatti – nella maggior parte dei casi – avvicinarsi al Sistema rappresenta una vera e propria prova di sopravvivenza, per guadagnarsi da vivere. Per i boss è un piacere poter associare la loro immagine a quella di un cantante apprezzato dal pubblico. Il rapporto tra musica e camorra, dunque, è ancora più forte e più diretto che mai. Un atteggiamento vergognoso ed inaccettabile di chi non si pente di ricevere per le proprie esibizioni il denaro sporco della criminalità organizzata. Dobbiamo renderci conto, ormai, che l’unione tra cantanti neomelodici e Sistema sta assumendo contorni sempre più inquietanti. E gli artisti che scelgono questa strada – o mostrano accondiscendenza nei confronti della malavita – non hanno nulla a che vedere con il mondo della musica”.

L’Associazione “fa proprie le preoccupazioni dei cittadini ed esprime la propria indignazione e preoccupazione sia sotto il profilo dell’Ordine Pubblico per quanto potrà accadere questa sera durante lo svolgimento di questo anomalo e pericoloso concerto, sia per il messaggio perverso e diseducativo che esso potrebbe trasmettere alla gioventù locale. Pertanto, nella certezza di trovare il giusto accoglimento a tutela della legalità, chiediamo, a quanti in indirizzo (ovvero Prefettura di Campobasso, Questura di Campobasso e Sindaco del Comune di Pietracatella, ndr), ognuno per le proprie competenze, di bloccare, come già accaduto in molti altri comuni d’Italia il concerto in questione, che rischia di trasformarsi in una vera e propria celebrazione della mafia”, chiosa la lettera.

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