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Elezioni Politiche: le manovre, le coalizioni e i cavalli solitari. Ecco gli aspiranti candidati in Molise

Il centrodestra è più avanti nella messa a punto delle liste, mentre il centrosinistra sta ancora definendo il perimetro delle alleanze, con il Pd che però ha già indicato una prima rosa di nomi. Chi punta a conquistare un seggio e chi spera nei resti


di CARMEN SEPEDE

CAMPOBASSO. Elezioni Politiche, c’è chi sta facendo fuoco e fiamme per una candidatura, sperando di trovare l’occasione della vita, se non nella conquista diretta di un seggio, con gli scranni a Palazzo Madama e Montecitorio peraltro anche ridotti dalla riforma, nell’ambito meccanismo dei resti. E c’è chi cerca di declinare la richiesta dei partiti a scendere in campo il 25 settembre, per non presentarsi agli elettori come “candidato per tutte le stagioni”. Sperando di giocarsi tutte le carte alle Regionali della primavera 2023.

Strategie, quelle alle quali stanno lavorando segreterie di partito e aspiranti parlamentari, non solo molisani, nelle frenetiche settimane che precedono la presentazione delle liste, che per la prima volta saranno consegnate sotto la canicola, dalle ore 8 del 21 agosto alle ore 20 del 22 agosto, presso le cancellerie delle Corti d’Appello.

I giochi, sia per quanto riguarda il fronte delle alleanze che le stesse candidature, sembrano essere più avanti nella compagine di centrodestra. Con la Triplice Forza Italia-Lega-Fratelli d’Italia avanti nei sondaggi, ma non oltre alla soglia del 51%, che consentirebbe alla coalizione vincente di governare senza cercare l’accordo con altri partiti e movimenti. Per evitare ulteriori governi di larghe intese, come quelli sperimentati negli ultimi anni.

L’attenzione è dunque rivolta alla collocazione di alcune delle forze centriste o di centrosinistra. A quello che farà Matteo Renzi, che ha espresso forte il suo dissenso per l’accordo tra Enrico Letta e Carlo Calenda. E che ha detto di non digerire neppure l’allargamento a sinistra della coalizione. Renzi che starebbe alzando la posta per blindare seggi sicuri, ma che potrebbe giocare anche a fare l’ago della bilancia, così come Clemente Mastella, leader nazionale di Noi di centro, che punta soprattutto sul ‘feudo’ campano e sulle regioni del Sud per tentare di approdare in Parlamento. Conquistando il quorum. Missione non facile per i piccoli partiti.

Intanto, in attesa di definire gli ultimi assetti, e i partiti che correranno da soli – di certo il M5s – prende corpo il balletto dei nomi.

Nel centrodestra Forza Italia dovrebbe blindare sul maggioritario alla Camera la deputata uscente Annaelsa Tartaglione, mentre per il proporzionale avanza anche l’indicazione del sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale Roberto Di Baggio. Per il Senato, sempre plurinominale, si fanno i nomi dell’assessore regionale Nicola Cavaliere e dell’ex presidente della Provincia di Campobasso e attuale sindaco di San Giuliano del Sannio Rosario De Matteis, il cui nome è spuntato anche in contrapposizione a Filoteo Di Sandro, leader molisano di Fratelli d’Italia, sul maggioritario.

La Lega dovrebbe schierare il coordinatore regionale Michele Marone al Senato, con nel ‘totonomi’ i consiglieri comunali di Campobasso Alessandro Pascale e Maria Domenica D’Alessandro, anche se per la già candidata sindaco si prospetta pure l’ipotesi Regionali.

Fratelli d’Italia dovrebbe puntare, come detto, al Senato. Con Michele Iorio non interessato alle Politiche – ha già annunciato la sua intenzione di candidarsi a governatore il prossimo anno – restano in ballo i nomi della consigliera regionale Aida Romagnuolo e della capogruppo al Comune di Isernia Elisabetta Lancellotta.

Nel centrosinistra il Pd ha già fatto un importante passo avanti. I nomi indicati dalla direzione regionale del partito sono quelli di Vittorino Facciolla, Oscar Scurti, Bibiana Chierchia, Giovanna Viola, Francesco Sonesi, Andrea Vertolo, Giuseppe Cecere, Carlo Veneziale, Ovidio Bontempo, Stefano Buono, Franco Rossi, Caterina Cerroni e Maria Teresa D’Achille.

Cerroni e Facciolla in pole position rispettivamente per il maggioritario e il proporzionale, con Micaela Fanelli, fuori dalla rosa dei nomi, ormai proiettata per le Regionali.

Azione con Carlo Calenda dovrebbe puntare sul coordinatore regionale Luigi Valente, mentre Italia Viva dovrebbe ricandidare alla Camera Giuseppina Occhionero, presentando al proporzionale Donato D’Ambrosio, mentre per i mastelliani di ‘Noi di centro’ il nome che circola è quello del coordinatore regionale Alessandro Amoroso.

Ancora non pervenuti i nomi degli aspiranti parlamentari del M5s, con l’unica certezze della mancata ricandidatura, nel rispetto della regola del secondo mandato, dell’uscente Antonio Federico. La rosa dei nomi, in questo caso, è ancora da comporre.

Ultime incertezze, ma neppure tanto, sulla posizione del governatore del Molise Donato Toma. Che non scalpita per una candidatura, avendo più volte detto di aver dato la disponibilità al Forza Italia e al centrodestra per ricandidarsi governatore nel 2023. Per le Politiche non ha mai avuto grosso interesse, dice. “Se il partito me lo chiede sono disponibile – le sue parole – ma ad oggi non sono stato interpellato. Ma sarà il Comitato dell’Ufficio di presidenza nazionale a decidere se serve il contributo dei governatori. Non solo il mio, quindi, ma quello di tutti i governatori di Forza Italia”.

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