HomeNotiziePOLITICA & ATTUALITA'Sanità, depotenziata la Direzione regionale della Salute. La Uil annuncia ricorso

Sanità, depotenziata la Direzione regionale della Salute. La Uil annuncia ricorso

Contro la decisione di dar vita a una struttura incaricata di supportare il commissario


CAMPOBASSO. Depotenziamento Direzione regionale della Salute, la Uil annuncia ricorso.

“Il 1 agosto – le parole della segretaria generale Tecla Boccardo – con determinazione direttoriale, la Regione Molise ha disposto alcune misure organizzative che prevedono alcune assegnazioni di incarichi a funzionari e dirigenti regionali, per supportare la gestione commissariale della sanità pubblica, al fine di agevolare il piano di rientro dai disavanzi fin ora maturati.”

“Improvvisamente, il commissario-presidente Toma decide di cooptare personale dirigente (visto che ne ha tanto ormai) dall’amministrazione regionale e spostarlo in una ‘novella struttura’, esterna alla Regione stessa, costituendo di fatto un’ulteriore sovrastruttura. Intanto in Molise – ha aggiunto la leader sindacale – i cittadini sono senza servizi sanitari e il debito continua a crescere, senza che all’orizzonte si intraveda una vera riorganizzazione strutturale del sistema sanitario regionale, che ci permetta di uscire dal piano di rientro e da un commissariamento, che dura da 14 anni, utile probabilmente solo a pochi ma che, in fin dei conti, ha solo distrutto la sanità molisana”.

“Come Uil – l’annuncio – diffidiamo la Regione e daremo mandato ai nostri uffici di presentare ricorso avverso a questa decisione che, da un lato depotenzia la struttura regionale che si occupa della salute pubblica, dall’altro crea – di fatto – una struttura commissariale ex novo, con personale retribuito dalla Regione Molise, nonostante le limitazioni già poste in passato dalla stessa regione Molise in merito all’utilizzo del suo personale, in strutture estranee a quelle regionali. Proprio per evitare episodi simili. Siamo stanchi di assistere a iniziative autonome, senza confronto con le organizzazioni sindacali rispetto alla macro-organizzazione dell’ente e l’assegnazione di nuovo personale e di incarichi, senza la definizione di criteri, da una struttura all’altra, come fossero normali servizi regionali”.

“Le conseguenze di queste azioni, non solo potrebbero rappresentare un eventuale incremento di spesa, ma prevedono spostamenti di personale e il conseguente sovraccarico di lavoro di quei pochi dipendenti che restano presso la Direzione Salute, molti dei quali precari da anni e in attesa di una stabilizzazione tuttora negata da una politica regionale miope. Scelte, come sempre – ha concluso Tecla Boccardo – dettate da logiche incomprensibili di chi oggi si sente “solo al comando” a danno dei dipendenti e dei cittadini”.

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