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Lotto Zero, Castrataro in Consiglio comunale: opera del tutto infruttuosa e rischia di costare 220 milioni

Il sindaco risponde all’interpellanza del centrodestra: così come progettata, non serve neppure al traffico della città e ci vogliono altri 50 milioni. Lancellotta non ci sta: importante per lo sviluppo del territorio, va fatta assolutamente


ISERNIA. Si torna a parlare di Lotto Zero, in Consiglio comunale a Isernia. Durante la seduta di oggi pomeriggio il sindaco Piero Castrataro ha risposto a un’interpellanza presentata il 19 luglio scorso da tutti i consiglieri di minoranza del centrodestra, con prima firmataria Elisabetta Lancellotta di Fratelli d’Italia.

Il ‘casus belli’ era quello dell’incontro tra il sindaco, a fine giugno scorso, con il commissario straordinario Anas per la realizzazione dell’opera, l’ingegner Antonio Marasco, grazie all’intermediazione dell’onorevole Antonio Federico (M5S). Un incontro “assolutamente informale”, ha detto Castrataro in aula, per provare a individuare un tracciato alternativo all’opera, ritenuta dal primo cittadino rischiosa a livello di impatto ambientale e infruttuosa in termini economici

“Non c’è nessuna pregiudiziale sulla realizzazione di un collegamento che bypassi Isernia e serva alla città – ha spiegato Castrataro in assise – Avrò sempre perplessità sul tracciato scelto, a partire dalla captazione delle acque. Ricordo che il nosttro ricorso al Tar ha avuto esito negativo solo per quanto riguarda la sospensiva dei lavori, ma nel merito per me è fondato giuridicamente. C’è un’altra questione che va esaminata dai giudici: ovvero, che il decreto 5206 che norma la tutela ambientale presuppone lo studio approfondito sulla cosiddetta ‘opzione zero’, che riguarda la possibilità che l’opera non venga fatta, e che manca nei documenti dell’opera. Tornando all’incontro con l’ingegner Marasco, ho avuto con lui un colloquio informale grazie all’onorevole Antonio Federico. La pregiudiziale è su quel tipo di tracciato fatto, il quale costava 170 milioni prima della revisione dei prezzi, che attualmente si aggira tra il 25-30 per cento in più. Parliamo di ulteriori 50 milioni, per un’infrastruttura dal costo pari a 220 milioni di euro: più di 40 milioni a km per circa 5 km. Sinceramente, ritengo l’opera totalmente infruttuosa dal punto di vista economico, anche perché non aiuta i cittadini di Isernia neppure dal punto di vista del traffico. I lavori non stanno andando avanti e c’è una ragione di finanziamento, tanto è vero che il bando non è stato pubblicato a fine dell’anno scorso, come era previsto, perché non ci sono tutti i soldi. Ritengo perciò sia meglio una pausa di riflessione per capire se l’opera, così come progettata, abbia un senso economico/ambientale, visto che attualmente non avrà i flussi di traffico previsti e non li avrà mai. In un momento del genere, l’Italia e la nostra regione non ritengo si possano permettere un esborso simile. Non ho fatto alcuna interferenza – ha precisato il sindaco – e ci sarà modo di discutere ancora. Ho forti dubbi sull’iter autorizzativo seguito e sulle alternative che potevano essere previste, anche per servire meglio la città in determinati ambiti, come la possibilità di raggiungere l’università da fuori, o di arrivare alla zona commerciale di Isernia, alla zona sportiva, alla zona industriale di Miranda, ecc. Ma si badi: non ritengo – ha concluso – di aver fatto nulla contro l’opera in sé”.

Elisabetta Lancellotta
Elisabetta Lancellotta

Ad auspicare, a nome dell’intera minoranza, che l’infrastruttura viaria veda la luce, la prima firmataria dell’interpellanza, Elisabetta Lancellotta. “L’opera riguarda per l’80 per cento anche il Comune di Miranda, che sappiamo è interessato alla realizzazione della stessa – ha esordito in Consiglio – Ricordo poi che la Regione ha finanziato con 4 milioni di euro il progetto definitivo per l’appalto integrato, mentre il progetto esecutivo è di competenza dell’Anas, che sta già provvedendo all’adeguamento dello stesso uniformandolo all’aumento dei costi. Ma la cosa più importante parlando di denaro pubblico è che, se si dovesse modificare l’iter, bisognerebbe acquisire nuove risorse, ripubblicare un nuovo bando, trovare nuovi tecnici, rifare un progetto definitivo per appalto integrato, rifare nuovi studi idrogeologici. Studi che, ricordo ancora, sono stati redatti dal professor Celima dell’Università di Parma, già docente Unimol, figlio di colui che, in passato, ha studiato proprio quella zona, dunque mi sento di dire che tali studi sono stati fatti in maniera approfondita. L’opera collegherà il Lotto uno con la Statale 17 bivio di Pesche – ha concluso la capogruppo di Fdi – è importante per lo sviluppo economico del nostro territorio e va assolutamente fatta per evitare anche il danno erariale”.

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