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Senz’acqua e con 20 milioni di deficit, vertenza Consorzio Basso Molise: ”Toma deve risolvere il problema”

Posizione congiunta di Coldiretti, Cia e Confagricoltura, espressa in una conferenza stampa presso la Camera di commercio del Molise


CAMPOBASSO. Interventi urgenti da parte della Regione, per coprire i debiti, ammodernare e ristrutturare le reti irrigue, in modo da offrire un servizio efficiente agli imprenditori agricoli, che si trovano a fronteggiare il problema della siccità e quello dell’aumento dei prezzi, conseguenza della guerra russo-ucraina.

Coldiretti, Cia e Confagricoltura lanciano la vertenza relativa al Consorzio di bonifica del ‘Basso Molise’. E chiedono al governatore Donato Toma di assumere impegni per risolvere problemi di un servizio essenziale, non solo per l’agricoltura, specie in un momento in cui l’acqua sta diventando un bene preziosissimo, per garantire l’esistenza e lo sviluppo del settore primario, in una vasta area ad elevata vocazione agricola.

“Governatore che in questi anni ha detto farò, dirò, ma non ha fatto nulla e continua a rimbalzarsi le responsabilità con l’assessore Cavaliere”, come ha detto il delegato confederale di Coldiretti Molise Giuseppe Spinelli, in una conferenza stampa tenuta insieme a Maria Concetta Raimondo, presidente Confagricoltura Molise e Luigi Santoianni, presidente Cia Molise.

“Pensavamo di esserci lasciati dietro anni molto difficili per l’agricoltura – questa la posizione delle tre confederazioni – purtroppo non è così e dobbiamo registrare che alle criticità del passato si sono aggiunte problematiche di notevole entità, con effetti ancora più negativi sulla stabilità finanziaria delle imprese e di numerosi enti”.

Attualmente, il disavanzo dei due consorzi che con legge regionale dovranno essere accorpati, il Trigno-Biferno di Termoli e l’Integrale Larinese di Larino – al loro posto sarà istituito l’Ente Consorzio di bonifica ‘Basso Molise’, gestito da un commissario, ammonta ad oltre 20 milioni di euro. Passività che determina una situazione di impasse, che non consente agli enti consortili di garantire l’attività ordinaria e ad erogare i servizi agli agricoltori, con incertezze sulla campagna irrigua. “Senza la quale non si fa nulla”, come ha precisato Maria Concetta Raimondo.

Non da meno il problema delle reti irrigue, in particolare per Termoli, con una media di 3,5 riparazioni al giorno, “indispensabili ad evitare un inutile e dannoso spreco di acqua oltre che un disservizio alle produzioni e per i quali niente potranno fare i 350mila euro previsti nella Legge di bilancio, a fronte di 500mila promessi dal governatore in sede di confronto istituzionale”.

Quindi le proposte di Coldiretti, Confagricoltura e Cia, a partire dal fatto che “i costi che Molise Acque imputa al Consorzio, dovranno essere assorbiti dalla Regione”. Proprio la mancata concessione dell’acqua al Consorzio, ha puntualizzato Santoianni, ha impedito la possibilità di accedere a un finanziamento di 11 milioni di euro del Pnrr.

Altra proposta quella della copertura del deficit da parte della Regione, che dovrebbe stanziare circa 10 milioni di euro, il 50% della passività, con il debito residuo, a Carico del Consorzio Basso Molise, che potrebbe essere estinto con l’accensione di un mutuo.

Chiesta anche la revisione delle concessioni per l’utilizzo delle centraline idroelettriche, per abbattere i costi energetici di sollevamento delle acque.

Resta il tema essenziale della ridefinizione dell’intero sistema idrico regionale, delle acque dei fiumi Biferno e Trigno, con implicazioni dirette sul sistema agricolo del Molise e della Capitanata, con interventi in grado di rendere competitivo il comparto agricolo delle due regioni, con ritorni finanziari interessanti per il Molise. E il rilancio del settore primario.

Carmen Sepede

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