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Cosa succede se non si comunica chi era alla guida?

Multa e decurtazione dei punti: ecco cosa accade nelle varie ipotesi previste


di Domenico Carola*

Tutte le volte in cui arriva a casa una multa che, oltre alla sanzione pecuniaria, implica anche la decurtazione dei punti dalla patente, il verbale contiene l’invito, anzi un ordine categorico, a comunicare i dati dell’effettivo conducente, ossia di chi era alla guida dell’automezzo.

Questo perché sarebbe incostituzionale togliere i punti al proprietario dell’auto quando questi potrebbe non essere il vero responsabile dell’infrazione, come succede quando la macchina è stata data in prestito a un familiare o a un amico.

A quel punto, sorge immancabilmente la domanda: cosa succede se non comunico i dati di chi era alla guida?

Si rischia di essere nuovamente sanzionati e, in tal caso, c’è un modo per evitare la seconda multa? Ecco alcune importanti informazioni in merito.

Quando comunicare i dati dell’effettivo conducente? Il proprietario dell’auto deve comunicare i dati del conducente, ossia di colui che era alla guida del mezzo quando l’infrazione fu commessa, entro 60 giorni dalla notifica della multa.  Lo deve fare sia se intende pagare il verbale che fare ricorso.  Nel primo caso, infatti, il versamento della sanzione non costituisce una tacita ammissione di responsabilità.

Nel secondo caso, invece, il ricorso non sospende l’obbligo della comunicazione: i punti verranno però sottratti al termine del giudizio, in caso di rigetto del ricorso.

I dati vanno comunicati tutte le volte in cui la multa non viene contestata immediatamente, ossia in concomitanza dell’infrazione.

In tal caso, infatti, i poliziotti annotano il nome del trasgressore sicché sarà questi a subire la sanzione della decurtazione dei punti.

Ad ogni modo, per non destare dubbi, è lo stesso verbale a contenere il modulo per la dichiarazione in questione che va spedita allo stesso organo che ha elevato la contravvenzione con raccomandata a.r. o con pec.

Nella comunicazione vanno indicati sia il nome e il cognome del conducente che gli estremi della sua patente.

Cosa succede dopo la comunicazione dei dati dell’effettivo conducente? Dopo la comunicazione dei dati del trasgressore, quest’ultimo riceve il verbale sia con la sanzione economica che con la decurtazione dei punti, contro cui comunque può fare ricorso entro 60 giorni dalla comunicazione.

Il titolare dell’auto resta responsabile in solido con quest’ultimo per la sola sanzione economica: questo significa che se il conducente non paga la multa, il proprietario del mezzo potrà ricevere una cartella esattoriale (con conseguente pignoramento dei beni), ma non subirà alcuna decurtazione dei punti.

Cosa succede se non si comunicano i dati dell’effettivo conducente? Chi, senza una valida ragione, non comunica i dati dell’effettivo conducente riceverà una seconda sanzione amministrativa che va da 282 a 1.142 euro, ma non subirà la decurtazione dei punti della patente.

In buona sostanza, quando il titolare dell’auto è lo stesso trasgressore, quest’ultimo, per non subire la decurtazione dei punti, potrebbe evitare di rispondere all’invito della polizia e così pagare la seconda multa.

Se non comunico i dati del trasgressore la patente viene sospesa?

Se la multa implica anche la sospensione della patente, la mancata comunicazione dei dati dell’effettivo conducente evita anche tale sanzione, a fronte ovviamente del pagamento della seconda multa da 282 a 1142 euro. Anche in questo caso, dunque, si può “comprare l’immunità” della propria patente non adempiendo all’obbligo di legge: tale violazione, peraltro, come detto, non costituisce reato ma semplice illecito amministrativo.

Si può evitare la seconda multa per mancata comunicazione dei dati del conducente?

La Cassazione ritiene legittimo il comportamento del conducente che, pur rispondendo all’invito della polizia entro 60 giorni a comunicare i dati dell’effettivo trasgressore, nel modulo specifichi di non essere in grado di ricordare: ma ciò solo quando sia sorretto da una valida ragione di cui vi sia prova documentale.

Si pensi all’ipotesi di un anziano disabile che presta l’auto ai propri figli, non ricordando nelle specifiche occasioni chi l’ha guidata e che possa dimostrare tale circostanza con un certificato medico o il verbale Inps di invalidità.

Che succede se comunico in ritardo i dati dell’effettivo conducente?

Chi comunica oltre i 60 giorni i dati dell’effettivo conducente è soggetto alla stessa multa di chi, invece, non ha effettuato del tutto la suddetta comunicazione e, pertanto, subisce una seconda multa che va da 282 a 1142 euro.

Che succede se il proprietario dell’auto è l’effettivo conducente?

Come anticipato sopra, la comunicazione alla polizia circa i dati dell’effettivo conducente va effettuata anche quando alla guida vi era il proprietario del mezzo. Dunque, se l’effettivo conducente è stato proprio il titolare dell’auto, questi è posto davanti a una alternativa:

denunciare sé stesso come effettivo conducente e, in tal caso, subire la decurtazione dei punti; non dichiarare nulla e, in tal caso, subire solo la seconda multa, ma non perdere alcun punto dalla patente.

Osservatorio Codice della Strada ‘Il Sole 24 Ore’

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