Condannato al carcere per aver rubato un euro dalla Fontana di Trevi, salvo 11 anni dopo per la prescrizione

Fontana Trevi_polizia (foto repertorio Il Mattino)

Dopo il verdetto in primo grado, l’uomo ha dovuto attendere fino al 2022 perché venisse fissato il processo in appello


ROMA. È stato giudicato colpevole in primo grado di furto aggravato per aver rubato una monetina da un euro dalla Fontana di Trevi nel 2011. E per questo condannato a due mesi e 20 giorni di carcere. Ma la prescrizione, in appello, gli ha evitato la reclusione…ben 11 anni dopo. Protagonista della vicenda un 64enne.

I fatti – ricorda TgCom24 – risalgono al 16 giugno 2011: l’uomo viene notato da turisti e vigili urbani mentre, con un’asta telescopica dotata di calamita in cima, cerca di afferrare qualche monetina dalla Fontana di Trevi. Quando riesce a rubarne una da un euro, la polizia interviene sequestrando l’euro e l’asta e invia gli atti in procura.

Il 64enne viene accusato di furto aggravato. Nel capo di imputazione si legge che “al fine di trarre profitto, si impossessava di una moneta presente all’interno della Fontana di Trevi, di proprietà del comune di Roma”. Nonostante la richiesta di assoluzione del suo legale difensore (“si è trattato di un euro rubato da una fontana”), viene condannato in primo grado a due mesi e venti giorni di carcere.

L’avvocato, dopo il verdetto, decide di ricorrere in appello, giudicando eccessiva la pena di ottanta giorni di reclusione per una monetina da un euro. L’udienza per il processo in secondo grado viene fissata molto tempo dopo, il 7 aprile 2022, quando il giudice stabilisce che “è decorso il termine della prescrizione”. L’uomo l’ha scampata. È la fine di una vicenda legale durata ben 11 anni.