HomeNotizieSPORTLupi vs Ghirelli, è la notte prima del giudizio finale

Lupi vs Ghirelli, è la notte prima del giudizio finale

Quasi due mesi di sofferenza e speranza, ora l’ultima parola al Consiglio di Stato. I tifosi confidano nel buonsenso dei giudici e nella grinta dell’avvocato Cesare Di Cintio unico ammesso in aula. Sarà una battaglia: in gioco non ci sono più le persone o le norme tributare ma il valore di un titolo sportivo, il principio sacrosanto di potersi difendere senza che nessuno ti ostacoli e il desiderio di una città di continuare a vivere lo sport. Trema pure Ghirelli la cui immagine ne uscirà comunque offuscata.


di Maurizio Cavaliere

Mentre a livello nazionale più di qualche testata comincia a fare le pulci e a dubitare dalla gestione Ghirelli, soprattutto dopo che la Lega Pro si è costituita in giudizio per tutelare i diritti di 60 società molte delle quali, tuttavia, di quella decisione non sapevano nulla, arriva la notte prima dell’ultima sentenza, il giudizio finale. Sembra il titolo di un film, ma possiamo affermare con certezza che neanche il migliore tra gli sceneggiatori avrebbe potuto scrivere una storia così complessa, assurda e per certi versi appassionante.

Arriva dopo giorni tribolati questo 25 agosto che sembrava tanto lontano. Ci si gioca tutto da una parte e dall’altra. Il Campobasso di Mario Gesuè che per gli organi di giustizia sportiva e per il Tar, ma questo ormai lo hanno capito tutti, è insolvente perché scivolato su una buccia di banana, ha subìto di tutto in queste settimane: prima la rabbia, comprensibile, dei suoi tifosi, poi la botta delle sentenze infine gli affronti ripetuti di Ghirelli il quale pensava di sparare sulla croce rossa invece ha rischiato di essere ‘soccorso’ lui – è una metafora ovviamente – quando il Consiglio di Stato ha minato alla base non tanto l’impianto accusatorio federale ma la visione unidirezionale dei giudici e di Ghirelli stesso. Sì, quel giorno al Presidente della Lega Pro si è gelato il sangue nelle vene: lo hanno scritto ieri e oggi tanti addetti ai lavori. La sua gestione è finita nel mirino dei giornalisti e anche di alcuni tesserati che gli hanno contestato per ora velatamente la linea intrapresa dal primo momento di questa vicenda e una serie di decisioni considerate intempestive.

E’ vero, le regole vanno rispettate e il Campobasso sembra (siamo ancora al condizionale) non averlo fatto. Il problema è che le regole di cui parla Ghirelli sono state interpretate svariate volte negli anni in maniera equivoca e criticabile. Il caso Catania dell’anno scorso mette i brividi addosso, una gestione disastrosa quella della Lega Pro che alla fine ha fatto quello che qualsiasi organismo associativo sportivo non dovrebbe mai fare: falsare le classifiche. Chiedete un po’ a chi contro gli etnei aveva vinto entrambe le partite… Ghirelli parla di pericoloso precedente, ma perché di precedenti pericolosi in passato non ce ne sono stati? E come è andata a finire?

Insomma, Ghirelli domani si gioca parecchio pure lui. E anche se dovesse andare come lui spera (lo ha detto anche ieri e oggi) la sua immagine ne uscirà offuscata.

Dall’altra parte il Campobasso continua a soffrire e sperare soffrire e sperare soffrire e sperare: uno stillicidio perché quando la vicenda ha cominciato ad assumere contorni molto meno evidenti, l’accanimento quasi terapeutico che il lupo moribondo ha subìto ha fatto ancora più male.

Domani è una finale, pertanto quello che è successo prima conta poco o niente, ma la sensazione è che i lupi partano ancora svantaggiati per via del fatto che la Lega Pro è un organo potente e sta puntando tutto sui presunti interessi collettivi che la vicenda avrebbe intaccato. Ma di che interessi si tratta in fin dei conti: effettivi (dei club associati) o politici?

Nei dintorni di Palazzo Spada ci saranno alcuni dirigenti rossoblù. Diciamo nei dintorni perché dentro, in udienza, potrà esserci solo lui, Cesare Di Cintio, lo stimato ed esperto avvocato che dovrà giocare in tutti i ruoli: portiere, difensore, centrocampista, e speriamo anche prolifico attaccante.

Di Cintio, pensaci tu. Chissà quanti in queste ore lo staranno dicendo nel profondo della propria fede calcistica. L’avvocato… rossoblù si troverà di fronte non solo il collegio giudicante ma pure i ‘giocatori’ della Lega Pro, ovvero i legali Astolfo e Alessio Di Amato e l’avvocato Giorgio Pierantoni. Immaginiamo che Di Cintio chiederà lumi ai suoi colleghi sul perché nelle memorie presentate hanno ritenuto che il giudizio sul caso Campobasso fosse ‘scontato’. Un po’ presuntuosi o no?

In udienza, stavolta collegiale, sarà una battaglia perché quello in arrivo è il giorno del giudizio. I tifosi campobassani sono in trepidazione: sono ormai tutti dalla parte del club anche se da quel club sono stati in parte traditi, anche se la società ha subito alcune ingiunzioni di pagamento da parte di ex collaboratori a Partita Iva, anche se gli errori fatti sono evidenti.

Dopo aver intervistato il Presidente del Pescara Daniele Sebastiani (il nostro pezzo è finito sui giornali nazionali), oggi abbiamo provato a contattare anche Claudio Lotito (telefono sempre staccato) che è consigliere federale ed era presente il giorno della ratifica della decisione presa dalla Covisoc. Nell’occasione il Consiglio si è limitato a una presa d’atto, come prassi. Sarebbe stato interessante avere un parere dal Presidente della Lazio il quale si candiderà in Molise ma non potrà mai interessarsi concretamente ai lupi visto che le multiproprietà sono vietate dalle norme Noif. La deroga per De Laurentiis e Setti fino al 2028 c’è perché la doppia proprietà è già in essere ma di nuove multiproprietà non se ne parla: vietate a tutti i livelli.

E allora speriamo che domani vada tutto bene, perché è importante per la città, perché è importante per i ragazzi e per tutto quello che ruota intorno a una squadra di serie C. E’ il titolo il valore da preservare. Non conta Gesuè, adesso, non contano nemmeno gli ipotetici pretendenti (a proposito, pare, sono solo voci per ora. che nessuno abbia manifestato interesse rispetto al bando del Comune, ma lo sapremo con certezza domani). Conta continuare a soffrire e sperare, soffrire e sperare, come avviene da quasi due mesi ormai. E che il Consiglio di Stato (domani tra le 10 e le 11 l’udienza, numero 33) prenda la decisione più giusta. Dopo di che, vincenti o perdenti, ce ne faremo finalmente una ragione.

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