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Pd dal volto femminile: “Ci aspettiamo una grande risposta”

Stasera a Campobasso l’assemblea pubblica del Partito Democratico. Con Facciolla e Giuseppe Cecere anche tre donne, Rossella Gianfagna, Alessandra Salvatore e la trentenne Caterina Cerroni che dice: “Troppi diritti negati nella Sanità e nel Lavoro”.


CAMPOBASSO. Ci sono praticamente tutti, mentre vi scriviamo, all’hotel Rinascimento di Campobasso: sono i candidati molisani del Pd alle elezioni politiche del 25 settembre. Tutti insieme nell’assemblea pubblica che ha riunito tanti ‘piddini’ di ieri e di oggi. Non era la presentazione ufficiale: “Quella la faremo dopo” ha detto nella relazione iniziale il Segretario regionale e pure lui aspirante a un seggio alla Camera , Vittorino Facciolla. Piuttosto un incontro tra ‘militanti’ e simpatizzanti, uno step ulteriore verso il proscenio su cui si giocherà una campagna elettorale che, metaforicamente parlando, sarà senza esclusione di colpi. E un ulteriore momento di confronto con le parti sociali che hanno potuto portare sul tavolo i temi a loro più cari.

Primi a parlare i rappresentanti dei sindacati regionali che hanno portato all’attenzione alcune delle questioni dirimenti: sanità, lavoro, scuola e regionalismo differenziato, quest’ultimo da scongiurare, naturalmente.

Poi sono partiti gli interventi dei candidati. Con il già citato Facciolla, ci sono le due donne che con lui corrono per un posto alla Camera ovvero Alessandra Salvatore e la giovanissima ma già molto nota a livello nazionale Caterina Cerroni. E ancora i due nomi. piuttosto quotati, per il Senato: Rossella Gianfagna e Giuseppe Cecere. Ad ascoltare c’erano tutti quelli che prima di loro hanno portato acqua, voti e prospettive al Partito Demcratico Regionale, tra gli altri Pardo D’Alete, Gigino D’Angelo, Filippo Poleggi, Antonio D’Ambrosio, Michele Durante, Vincenzo Notarangelo e altri ancora.

Facciolla ha evidenziato l’importanza di riunirsi e di continuare “a raccogliere informazioni e istanze dai cittadini che stiamo incontrando in questi giorni subito dopo aver presentato le nostre candidature. La nostra idea è quella di recuperare l’afflato con i cittadini. Abbiamo pensato a questa assemblea raccordare il programma nazionale con le istanze del territorio ovvero con le motivazioni che ognuno di noi ha deciso di fare per mettersi a disposizione del territorio.

“La ricerca delle candidature – ha proseguito Facciolla – è stata particolarmente faticosa questa volta. Siamo stati tutti condizionati da quello che succedeva a livello nazionale, dai sondaggi, dalle sensazioni. Per questo, credo, bisogna ringraziare due volte chi ha deciso di candidarsi. Questo è un periodo storico in cui è più facile dileguarsi che proporsi, più facile sottrarsi alle responsabilità che metterci la faccia”. Parole chiare, che evidenziano le difficoltà che tutti i partiti stanno incontrando e che continuano ad allontanare i cittadini non solo dalla politica attiva ma proprio da quel moto civico che dovrebbe portare la gente ed esprimere un voto convinto, motivato, a sentirsi cioè protagonisti del proprio futuro.

Facciolla ha poi dato la parola ai colleghi candidati, gli interventi sono tutt’ora in corso. Qualche minuto prima dell’assemblea abbiamo quindi raccolto alcune dichiarazioni. Così la Rettrice del convitto ‘Mario Pagano’ Rossella Gianfagna: “Mi aspetto una bella risposta dai molisani e vedo prospettive non personali ma per la nostra regione. Per questa terra io penso che ci sia un futuro migliore, sicuramente”. Positiva e determinata, come è nel suo carattere, Rossella Gianfagna è già entrata in un clima di accesa competizione. La sua è forse la sfida più complicata: dall’altra parte della barricata c’è infatti Claudio Lotito che, pure lui, al primo giorno in Molise ha dimostrato di essere battagliero e convinto del fatto suo.

Dalla candidata del capoluogo regionale a quella più giovane (trant’anni) Caterina Cerroni, che arriva dall’Alto Molise, precisamente Agnone, ed è in corsa non solo in Molise ma anche nel Lazio: “Vorrei che come stiamo facendo in questa giornata, si rimettesse al centro la società civile, i molisani, per avvicinarli al programma del Partito Democratico, della lista democratica e progressista, alle proposte per il lavoro, quelle sui diritti per i lavoratori, ai nuovi impulsi per l’occupazione, alla tutela dell’ambiente. Tutto questo deve trovare spazio nel Molise ed essere declinato per un miglioramento delle condizioni di vita dei molisani”. Caterina Cerroni, che alle ultime elezioni europee è stata la più giovane candidata nelle liste del Partito democratico in Italia – parla in primis di lavoro “che – dice – manca a tal punto nella nostra regione che può diventare quasi uno strumento di ricatto”. Accenno da parte sua pure alla Sanità “e a quel diritto alla salute troppe volte negato nella nostra regione” e poi, dice: “Impegno per sfogo alle aree interne, come quella da cui provengo io, alle quali sono negati troppi diritti in termini soprattutto di infrastrutture digitali che impediscono lo sviluppo della nostra regione”.

Due donne, con Alessandra Salvatore, tre. Sarà un Pd dal volto prevalentemente femminile quello che dal Molise proverà il grande salto in Parlamento. Fuori i secondi, si dice in gergo pugilistico, parte una lunghissima campagna elettorale.

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