L’intervista al ministro degli Esteri: ecco cosa significa votare Impegno Civico. Gli altri pensano ai sondaggi, noi a risolvere i problemi


Come nasce Impegno Civico e quali sono le priorità del progetto politico?

“Impegno Civico nasce come appello a tutti i cittadini di buona volontà che hanno a cuore le sorti dell’Italia. Stiamo vivendo una fase storica difficile e delicata, con una pandemia ancora non del tutto alle spalle e una crisi economica fortemente accentuata dall’invasione di Putin in Ucraina. Il prossimo autunno si preannuncia particolarmente difficile per famiglie e imprese e noi ci siamo assunti la responsabilità di stare dalla parte dell’Italia senza fare calcoli opportunistici. Con questo spirito e nel solco delle iniziative messe in campo dal governo Draghi, abbiamo fondato Impegno Civico, una forza politica giovane e riformatrice, che ha già mostrato di saper governare e aiutare i cittadini, ispirata a un ambientalismo moderno, vicina alle esigenze delle imprese e attenta a tutto ciò che è innovazione. Oggi la priorità vera la impone lo scenario internazionale: la questione energetica per noi è centrale e da ministro degli Esteri sto facendo tanto per mettere in sicurezza la situazione, ad esempio, diversificando i Paesi da cui compriamo il gas e insistendo in sede europea per il tetto massimo al prezzo del gas”.

Su che cosa si fonda l’alleanza che avete stretto con il Pd e in cosa invece volete distinguervi?

“Con il Partito democratico abbiamo governato per oltre due anni trovando una sintonia sia sui temi che sullo stile con cui amministrare il Paese. L’unica alternativa valida, credibile e in grado di battere il trio sfascia-conti Salvini-Meloni-Berlusconi è la coalizione progressista di cui facciamo parte. Impegno Civico porta il contributo di persone che hanno maturato una cultura di governo, in grado di fare riforme utili ai cittadini e alle imprese, senza estremismi e salvaguardando gli equilibri di bilancio da un lato e l’ambiente dall’altro. Non a caso abbiamo annunciato che la nostra legge sul clima, che faremo a inizio legislatura e porterà tanti posti di lavoro ‘verdi’, sarà elaborata mettendo insieme energie e contributi che solitamente sono vissuti come alternativi e in conflitto tra loro. Impegno Civico, invece, scommette sulla capacità di mettere insieme associazioni, giovani, scienziati, imprenditori e buona politica, ad ogni livello. Perché solo se vince il ‘noi’, vince l’Italia”.

Lei è rimasto convinto sostenitore di Draghi. Se il centrosinistra dovesse vincere, sarà lui la carta che proverete a rigiocare?

“Mario Draghi è una risorsa per il Paese. Detto questo, penso anche che, seppure in carica per gli affari correnti, questo governo debba continuare a godere del sostegno esplicito delle forze politiche perché deve ancora fare degli interventi molto importanti. Ma la destra forse è troppo impegnata ad ammiccare a Putin. Noi di Impegno Civico invece ora siamo impegnati a proteggere il più possibile i cittadini dal ‘caro vita’: secondo Coldiretti quest’anno il carrello della spesa di una famiglia costerà 670 euro in più, rendendo l’acquisto di alcuni beni proibitivo. Se qualcuno non avesse fatto la follia di far cadere il governo in una fase del genere avremmo portato avanti misure come l’azzeramento dell’Iva su tutti i beni alimentari, della natalità e farmaceutici. Ma se gli italiani ci daranno fiducia lo faremo appena inizia la nuova legislatura”.

Che aspettative avete in termini elettorali? E se doveste andare sotto di esse, come ne uscirebbe politicamente?

“La nostra forza è che stiamo costruendo un progetto per l’Italia, che guarda ai prossimi anni con fiducia perché stiamo coinvolgendo ogni giorno nuovi soggetti: studenti, imprenditori, ricercatori, docenti, amministratori locali. Ci stiamo confrontando sulle cose da fare per l’Italia e su questa visione la squadra si allarga. Ad esempio, votare Impegno Civico significa dare ai giovani opportunità concrete per lavorare e realizzare i loro desideri. Con tanti di loro abbiamo discusso della necessità di un salario minimo, perché paghe da 2-3 euro l’ora sono inaccettabili, come con tanti professionisti stiamo mettendo a punto i dettagli della nostra proposta sul salario equo, cioè commisurato alle competenze, alle conoscenze e alle esperienze espresse dal lavoratore. Una proposta su cui si batte solo Impegno Civico. E sappiamo bene come i nostri giovani siano sempre più formati, specializzati e meritino occasioni reali. Così come dobbiamo dare loro l’opportunità di costruire la loro indipendenza, di metter su famiglia e, magari, acquistare casa. È uno dei desideri più ricorrenti ma spesso si infrange contro lo scoglio di un anticipo di cui difficilmente un ragazzo o una giovane coppia dispongono. Per questo proponiamo di introdurre quello che chiamiamo mutuo ZAC (Zero Anticipo Casa) destinato ai giovani, con l’anticipo a tasso zero per l’acquisto della casa. Il fondo di garanzia per la prima casa deve arrivare a coprire il 100% del valore del mutuo richiesto e si deve alzare l’età dei beneficiari a 40 anni. È una misura che per noi deve diventare strutturale e associata a un fondo statale che permetta ai giovani di coprire anche la somma per l’anticipo, con un prestito da restituire a tasso zero. Se lo Stato finanzia questa parte del mutuo, da restituire poi a tasso zero, ne beneficeranno anche i genitori, che spesso danno una mano facendo ulteriori sacrifici per i loro figli. Ecco, ai sondaggi preferiamo anteporre la risoluzione dei problemi”.

Fra le proposte su cui insistete c’è quella in base alla quale lo Stato dovrebbe accollarsi l’80% delle bollette per imprese e famiglie fino a fine anno. Una misura che avrebbe un costo molto alto

“Meno alto di quanto si creda, a maggior ragione se considera qual è la posta in gioco. Spendere 13,5 miliardi di euro oggi, per salvare le nostre imprese dal collasso, significa risparmiare soldi domani per ammortizzatori sociali, cassa integrazione e altri costi diretti e indiretti per lo Stato. Intanto, le imprese non chiudono e creano ricchezza e crescita. Lo stesso ovviamente vale per le famiglie. I cittadini che daranno fiducia a Impegno Civico il 25 settembre stanno portando in Parlamento il nostro decreto Taglia Bollette per ridurre dell’80% i costi energetici sia delle imprese che delle famiglie, quelle bisognose e il ceto medio in primis. Si tratta di una misura che va messa in campo nel primo Consiglio dei Ministri della prossima legislatura per coprire l’ultimo trimestre di quest’anno. I soldi per la copertura finanziaria del provvedimento ci sono e derivano, ad esempio, dalle maggiori risorse incamerate dallo Stato su Iva e accise legate all’inflazione. Noi facciamo proposte mettendoci la faccia e trovando anche i soldi, altri – in particolare il trio sfascia conti Meloni-Salvini-Berlusconi – fanno promesse roboanti ma non spiegano mai dove prenderanno i soldi per realizzarle. Chi vuole davvero il bene dell’Italia?”.

Il Reddito di Cittadinanza è uno dei temi ‘più caldi’ di questa campagna elettorale. Lei continua a difendere questa misura, anche se non è più nel M5S?

“Il reddito di cittadinanza l’ho scritto e firmato io e lo difendo perché so bene quanto sia importante per il Paese, non solo per chi ne beneficia. E voglio dirlo a Meloni e agli altri che parlano di abolirlo: se 3,5 milioni di italiani hanno potuto mettere il piatto a tavola in pieno lockdown è grazie al reddito. Per questo noi di Impegno Civico lo vogliamo migliorare e potenziare. Due terzi delle persone che percepiscono il sussidio sono anziani, persone con disabilità o comunque inabili: se Meloni lo elimina cosa sarà di questi nostri concittadini? Piuttosto dobbiamo concentrarci su quel terzo di persone occupabili e investire sulla formazione professionale in sinergia con le imprese, mettendo anche in contatto diretto domanda e offerta di lavoro. In più, potenzieremo controlli e sanzioni per stanare i furbetti che truffano lo Stato e delegittimano una misura che si è rivelata fondamentale”.

Una delle piaghe del Molise è certamente la sanità, da tempo commissariata. In più occasioni e da più parti si è chiesto l’intervento di Emergency o dell’Esercito, come pure si è invocato un decreto Molise sulla scorta di quanto fatto in Calabria. Lei come affronterebbe il problema?

“La materia è delegata alle Regioni. Le situazioni di crisi, però, come quella legata alla pandemia fanno emergere come questa regionalizzazione comporti evidenti discrasie nell’erogazione dei servizi essenziali. Pur rispettando le competenze regionali, è necessario effettuare un maggior coordinamento a livello centrale che punti all’uniformità su tutto il territorio nazionale delle prestazioni erogate. Dobbiamo porre un freno al fenomeno del cosiddetto “turismo sanitario”, eliminando le differenze tra regioni nella qualità e quantità dei servizi sanitari offerti. Perciò, prima di prevedere incrementi di spesa, dobbiamo estendere le buone pratiche delle regioni più efficienti a tutte le altre. La pandemia ci ha dimostrato quanto sia importante una sanità pubblica efficiente: con il sostegno degli elettori, Impegno Civico si batterà per avere presidi sanitari di prossimità, più vicini ai cittadini, e per l’assunzione di nuovo personale sanitario. Bisogna investire sulla salute degli italiani in termini di prevenzione: oltre a evitare problemi alle persone, questo significa anche ridurre in prospettiva i costi complessivi”.