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Elezioni Politiche, parla di Pietro: “Mandate in Parlamento chi è di casa. Non voto destra, ma non la criminalizzo”

Le parole dell’ex magistrato del pool di ‘Mani Pulite’ ed ex ministro, che in un’intervista all’Ansa esprime la sua posizione sulla campagna elettorale in corso a livello nazionale e in Molise


CAMPOBASSO. Antonio di Pietro lancia un invito ai molisani, a “votare una persona che sia di casa e che dimostri di essere competente e che conosca il territorio, perché chi viene da fuori, il giorno dopo, quando va in Parlamento, si dimentica del territorio”.

Con un’intervista all’Ansa l’ex magistrato del pool di ‘Mani Pulite’ ed ex ministro esprime la sua posizione nella campagna elettorale per le Politiche del 25 settembre.

“Questa legge elettorale è malfatta – ha quindi precisato parlando dei candidati accusati di essere stati ‘paracadutati’ in Molise – ma pur sapendo che non è fatta bene i partiti ne approfittano. Personalmente sono convinto che mettere una persona in un posto, per farla eleggere e non per essere al servizio di quel territorio negli anni successivi, sia un errore che nuoce all’interesse della cittadinanza. Io ho fatto due volte il ministro – e credo che tutti possano testimoniare che in ogni attività istituzionale ho sempre messo il Molise al primo posto. Questo, per un motivo molto semplice: perché sono di casa. Io non ero in Molise solo nei 20 giorni delle elezioni”.

Una campagna elettorale che non lo vede impegnato in prima persona. “Io ho fatto una scelta. C’è un tempo per ogni cosa e bisogna avere rispetto per il tempo che passa e per le esigenze del Paese. Il mio tempo l’ho vissuto ed oggi è il momento che le nuove generazioni affrontino i nuovi problemi – ha aggiunto – Credo di aver fatto il mio dovere – prosegue – nelle diverse funzioni e nei diversi ruoli che ho svolto. Posso avere sbagliato, ma sbagliano tutti quelli che fanno qualcosa, non sbagliano solo quelli che dicono male degli altri senza fare. Io ritengo di aver fatto qualcosa di cui sono orgoglioso e che rifarei, come magistrato, come poliziotto, come politico, come ministro”.

Il futuro immediato è un impegno ‘agricolo’ e poi familiare. “Mi sto accingendo a fare la vendemmia – Di Pietro si trova nella sua casa di Montenero di Bisaccia – poi raccoglierò le olive e mi preparerò a un evento importante che avrò tra qualche mese, il matrimonio di mio figlio. Non mi pare siano cose da poco”.

La contesa in corso, ha detto ancora all’Ansa, non è troppo differente da quelle del passato. “Non vedo niente di nuovo sotto il sole. E’ la solita campagna elettorale dove ognuno cerca di tirare il cittadino per la giacchetta, dalla propria parte, non tanto spiegando ciò che vuol fare lui, quanto piuttosto denigrando ciò che vuol fare l’altro e questo obiettivamente scoraggia l’elettore”.

Quindi il futuro scenario politico che si sta delineando. “Mi auguro che chi andrà in Parlamento abbia le competenze necessarie per capire quello che fa e quello che è prioritario e più utile per il Paese. In questo senso io andrò a votare e, come ho sempre fatto, non baderò ai simboli ma alle persone. Mi lascerò convincere dai curriculum di chi si candida a rappresentarci piuttosto che dalle bandiere di partito”, ha precisato Di Pietro, anticipando che non voterà per la destra. Ma che non la demonizza.

“Io vengo da una cultura popolare non di destra e quindi non voterò la destra ma non la criminalizzo e rispetterò il voto degli italiani. Se la maggioranza degli italiani vorrà essere governata da un governo di centrodestra, anche guidato da Meloni, io la valuterò per quello che saprà fare e non per tutte le critiche pregiudiziali che si fanno solo perché si ha paura che vincerà. La valuterò su quello che farà e anzi, dico di più, mi auguro che chiunque vincerà, centrodestra o centrosinistra, possa ben governare”.

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