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Stabilizzazione precari Covid, Iorio sulle osservazioni di Palazzo Chigi: “Niente incostituzionalità, Molise discriminato”

Il consigliere regionale, primo firmatario del provvedimento regionale che portava al 31 dicembre 2022 la scadenza dei termini per ottenere l’assunzione a tempo indeterminato, presenta le sue contro osservazioni alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. E prospetta il ricorso alla Corte Costituzionale


CAMPOBASSO. Stabilizzazione precari Covid, Michele Iorio contesta le osservazioni mosse dalla presidenza del Consiglio dei Ministri nei confronti della legge regionale 13/2022, che lo vede primo firmatario. E prospetta anche il ricorso con la sua associazione, ‘Insieme per il Molise’, alla Corte Costituzionale.

“La legge non è stata ancora impugnata – ha affermato in conferenza stampa – quindi ci auguriamo che possano essere accolte le ragioni del Molise, i cui lavoratori del Covid, circa 180, sono stati discriminati rispetto a quelli di tutte le altre regioni italiane. Eppure hanno fatto lo stesso lavoro, operando soprattutto nella prima fase della pandemia, anche in condizioni di pericolo”.

“Lavoratori che a causa di una tipologia contrattuale atipica applicata inizialmente dall’Asrem, contratti a partita Iva nei confronti di infermieri e portantini trattati come consulenti, non hanno potuto maturare entro il 30 giugno 2022 i 18 mesi previsti dalla legge 24/2021, per la stabilizzazione dei precari del Covid. Proprio in considerazione dei contratti che erano stati fatti loro inizialmente – ha aggiunto Iorio – con legge regionale abbiamo portato la scadenza al 31 dicembre 2022. Ora Palazzo Chigi prospetta l’incostituzionalità della legge del Molise e parla di possibili violazioni in materia di diritto civile”.

Iorio dunque rigetta la possibile incostituzionalità della legge regionale. “Io dico che è il decreto nazionale ad essere incostituzionale, perché sistema tutti gli operatori del Covid in Italia, tranne quelle del Molise – ha affermato – il nostro provvedimento trova ispirazione nell’articolo 1 della Costituzione e nella centralità del diritto al lavoro”.

Quindi l’attacco alla classe parlamentare, “che si deve vergognare di quello che ha fatto, votando un decreto che escludeva i molisani dalla stabilizzazione pur sapendo che in Molise erano stati fatti contratti atipici”. Non meno duro l’attacco ai consiglieri del M5s, “che la legge regionale l’hanno votata e si preparano a strumentalizzare il problema, perché dicono di avere ricetta miracolosa che non conosciamo e che potrebbe anche essere stata concordata con il Governo”.

Cosa succederà ora. “Dopo le osservazioni ho inviato chiarimenti che sono certo la Giunta regionale abbia già mandato al Governo – ha concluso Iorio – mi auguro che si possano fare le correzioni che la Regione Molise ha titolo a fare, soprattutto sulla proroga temporale. Non siamo noi a essere contro la Costituzione”.

Materia che dovrebbe essere di competenza del prossimo Parlamento e del prossimo Governo. “Qualsiasi delegazione sarà eletta si prenderà carico della questione – ha concluso Iorio – se centrodestra vincerà sono certo che correggerà a monte la questione, o rinunciando all’impugnativa della legge o correggendo la legge con un emendamento nazionale”.

Carmen Sepede

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