Il presidente di Assoambiente ospite del Gruppo Valerio presso il centro di ricerca Polymères per la presentazione del suo libro ‘Elogio della crescita felice. Contro l’integralismo ecologico’. FOTO E VIDEO


POZZILLI. No alle sirene del catastrofismo ecologico. Lo ha detto Chicco Testa, presidente di Assoambiente, stamani al centro di ricerca Polymères di Pozzilli, rispondendo alle domande del giornalista Simone Cosimi, durante la presentazione del suo libro ‘Elogio della crescita felice. Contro l’integralismo ecologico’.

Un evento organizzato dal Gruppo Valerio presso lo stabilimento ex Mossi & Ghisolfi, dove si lavora per la sperimentazione di nuovi modelli di tessuto nell’ambito del progetto Res – Recupero etico sostenibile – nato dall’esigenza di creare un ciclo vitale dei materiali di scarto con l’utilizzo delle tecniche più innovative per la lavorazione delle plastiche. In presenza di autorità politiche e imprenditori da tutto il centro Italia, soprattutto del settore dei rifiuti, il dibattito ha affrontato alcuni dei temi cruciali dell’attualità, dal caro energia al nucleare fino al climate change.

Nel libro, ha spiegato l’autore, è segnalato il prevalere, in una larga parte della cultura cosiddetta ambientalista italiana, di una politica del no tout court, “un atteggiamento ostativo verso qualsiasi novità – queste le sue parole – spesso anche contro impianti che sarebbero per definizione ecologici, come le fonti rinnovabili. Una situazione che ha paralizzato il Paese – ancora Testa – e nella situazione di crisi in cui siamo i nodi vengono al pettine e ci rendiamo conto che tutto quello che non abbiamo fatto doveva invece essere fatto”.

Testa non ha mancato di toccare anche il controverso tema del nucleare: “Le energie rinnovabili sono importantissime e possono dare una grande mano, ma non possono risolvere il problema da sole. Allora, se vogliamo superare la cosiddetta era dei fossili non è che possiamo continuare andare col gas e col carbone, anche se adesso servono. Anche se ci volessero vent’anni – e non è vero – bisogna andare in questa direzione perché siamo di fronte a un processo che durerà decenni”.

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“Abbiamo bisogno di speranza e soluzioni, non siamo mai stati bene come adesso: perché evocare sempre la tragedia imminente?” – si chiede Chicco Testa. Io credo che più della metà dei problemi che ci troviamo ad affrontare ce li siamo costruiti noi, con regolamenti complicati e soprattutto con la paura del futuro. Un esempio tra tutti è il termovalorizzatore. Se noi perdiamo tempo e ‘sottoponiamo’ lo sviluppo, impoveriamo il Paese fino ad arrivare al risultato per cui il più grande inquinante diventa il territorio. Dobbiamo fare di più con meno. La soglia della povertà è scesa al 10-12% ed è salita la produttività dei terreni, anche se sono cambiati gli stessi terreni a disposizione. La Gen Z, il fenomeno Greta Thunberg e i Fridays for future sono un esempio perfetto di pessimismo cosmico sul futuro del pianeta, ma questo in realtà è un periodo ricco di opportunità”.

Quanto al prossimo inverno, la previsione è invece tutt’altro che rosea. “Sarà molto duro per un problema di quantità di gas – gli stoccaggi forse non saranno sufficienti, potremmo avere una carenza e un problema di prezzo elevatissimo. Purtroppo, ci presentiamo a questi appuntamenti sempre impreparati”.

Sul palco si è poi alternato il sindaco di Isernia Piero Castrataro. “Non dobbiamo abbandonarci al catastrofismo – ha detto nel suo intervento – però nel messaggio di Greta non c’è solo catastrofismo, ma anche voglia di fare. Il riscaldamento globale purtroppo è un dato di fatto che è già sotto i nostri occhi.

La parola è poi passata all’assessore alle Politiche Energetiche della Regione Molise Quintino Pallante: “Il Molise è tra le regioni virtuose per quanto riguarda le energie alternative. Rimane il dramma in merito ai processi di autorizzazione, che impediscono lo sviluppo e bloccano così l’intraprendenza di tanti imprenditori”.

 Il Chief Operating Officer di Acea Giovanni Papaleo ha ricordato come l’azienda da lui rappresentata sia presente in tutte le filiere del mercato: “Stiamo cercando di aumentare la nostra presenza sul territorio nazionale per il trattamento dei rifiuti. Non creare impianti aumenta tantissimo il costo dei rifiuti e l’inquinamento, perché si è costretti a portarli in giro per il mondo alimentando filiere non virtuose. Affrontare correttamente il problema dei rifiuti è anche un discorso generazionale: non passa correttamente il messaggio che le generazioni che si susseguono hanno un dovere di solidarietà, bisogna lavorare tutti per lo stesso obiettivo, senza conflittualità. Il trattamento dei rifiuti attraverso impianti di termovalorizzazione è oggi sicuramente una delle tecnologie più mature nel settore”.

A concludere sono intervenuti i padroni di casa, Antonio Lucio, Antonio Alessandro e Maria Valerio, di Res.

Da parte del primo, in particolare, è stata sottolineato come ci sia ancora una concezione distorta del settore rifiuti: “Come dice il presidente Testa – ha spiegato l’imprenditore – quando si parla di rifiuti a tutto si pensa fuorché alla possibile soluzione di un problema. Oggi invece da essi si possono ricavare materie prime ed energia, dunque si tratta di un settore industriale che può contribuire davvero al rilancio del nostro Paese”.

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Il secondo, invece, ha battuto il tasto sull’obiettivo della valorizzazione del territorio molisano. “Vogliamo reinterpretare questo territorio attraverso la ricerca – ha commentato – Per noi questo è stato sempre il fulcro delle attività che svolgiamo. Questo progetto assume una posizione di assoluto rilievo e credo sia una chiave di volta per la nostra regione”.

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GUARDA LA FOTOGALLERY (a cura di Pino Manocchio)