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Analisi del voto, M5s primo partito a Campobasso. Ma all’uninominale i dem superano i Cinque stelle

I dati dello scrutinio nella città capoluogo confermano le simpatie pentastellate e di centrosinistra dei cittadini. Terzo, ma in grande crescita, Fratelli d’Italia. E ora si guarda già agli accordi politici in vista delle Regionali del 2023, con la possibile intesa tra Pd e Cinque Stelle per contrastare il centrodestra, che ha vinto la tornata elettorale d’autunno


CAMPOBASSO. Elezioni Politiche, il M5s è il primo partito a Campobasso. Il Partito democratico è secondo, solo terzo Fratelli d’Italia. Diverso il risultato sull’uninominale, dove il centrosinistra ottiene più voti dei pentastellati, sia al Senato che alla Camera dei deputati.

A urne chiuse il capoluogo regionale conferma le simpatie per i Cinque stelle, che con il sindaco Roberto Gravina guida la città, e per i dem, in controtendenza con i risultati nazionali e regionali. Il partito di Giorgia Meloni fa segnare tuttavia la maggiore crescita, con il calo di consensi, invece, per la Lega di Matteo Salvini.

Partendo dal Senato, sul proporzionale il M5s ottiene il 24,84% (5.068 voti), il Pd il 22,42% (4.576 voti), Fratelli d’Italia è al 18,4%, seguono Forza Italia (9,86%), Lega (7,58%), Azione-Italia Viva (5,41%), Alleanza Verdi e Sinistra (4,67%). Gli altri partiti e coalizioni non raggiungono il quorum.

All’uninominale il candidato del centrodestra e nuovo senatore del Molise Claudio Lotito è primo con il 34,43% (7.718 voti), incalzato dalla candidata del centrosinistra Rossella Gianfagna, che nella sua città arriva al 32,66% (7.322 voti), nove punti in più del candidato del M5s Ottavio Balducci, 23,46% e 5.260 voti. Per Carla Giammaria, di Azione-Italia Viva il 5,26% (1.180 voti)

Per la Camera dei Deputati, sul proporzionale il M5s ottiene il 26,42% (5.388 voti), quasi cinque punti percentuali in più del Pd, che raggiunge il 21,07% (4.296 voti). Per Fratelli d’Italia il 20,12% (4.103 preferenze). Seguono Forza Italia (9%), Lega (6,63%), Azione-Italia Viva (5,31%) e Alleanza Verdi-Sinistra (3,38). Gli altri partiti e coalizioni non raggiungono la quota del 3%.

I rapporti di forza tra M5s e Pd si ribaltano, anche per Montecitorio, all’uninominale. Se il risultato maggiore lo porta a casa Lorenzo Cesa, candidato del centrodestra eletto deputato, 34,76% (7.725 voti) al secondo posto si piazza Alessandra Salvatore. Per la consigliera comunale e già assessore del Pd al Comune di Campobasso il 29,98% (6.663 voti), davanti al candidato pentastellato Riccardo Di Palma, che ottiene il 25,29% (5.622 voti). Per Donato D’Ambrosio, esponente del tandem Calenda-Renzi, il 5,12% (1.137 voti).

Risultati che offrono una fotografia della situazione politica attuale e delineano i rapporti di forza all’interno delle coalizioni, anche in vista della nuova, imminente scadenza elettorale, quella delle Regionali del 2023. Il totocandidature è già partito, la corsa alle alleanze pure. Con il possibile accordo Pd-M5s, già ipotizzato nelle parole di oggi del segretario regionale dem Vittorino Facciolla, come contraltare alla crescita del centrodestra, che si è aggiudicato la tornata elettorale d’autunno.

Carmen Sepede

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