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“Il Covid è ancora tra noi”: no di Facciolla al reintegro degli operatori sanitari no vax

Il segretario regionale del Pd attacca il provvedimento del governo Meloni che cancella l’obbligo vaccinale per medici e infermieri


CAMPOBASSO. “No al reintegro degli operatori no vax, perché il Covid è ancora tra noi”. Il segretario regionale del Partito Democratico Vittorino Facciolla ‘boccia’ il provvedimento adottato da governo Meloni che cancella che cancella l’obbligo vaccinale per il personale sanitario e porta al rientro in ospedale di medici e infermieri no vax.

“Ad inizio campagna vaccinale – scrive Facciolla – nel gennaio 2021 dichiarai come il comportamento dei medici no vax calpestasse secoli di scienza e invalidasse in sostanza il giuramento di Ippocrate mettendo a repentaglio la salute dei cittadini. La mia idea non è cambiata anzi si è rafforzata perché grazie al senso di responsabilità della stragrande maggioranza dei sanitari del nostro SSN, il numero dei decessi nel nostro Paese è stato fortemente contenuto.

Ritengo che il reintegro dei sanitari no vax o quanto meno il loro ritorno in corsia sia un gravissimo errore. In primis perché esporremmo i pazienti ma anche gli stessi sanitari no vax a rischi maggiori legati al contagio. Il loro reintegro sarebbe poi l’ennesimo caso in questo Paese in cui chi non rispetta le regole alla fine riesce sempre a cavarsela.
Ma c’è anche un altro messaggio tra le righe: permettere il loro reintegro è in sostanza un riconoscere il diritto a svolgere una professione sanitaria anche a chi nega evidenze provate con metodo scientifico e convalidate dalla comunità scientifica internazionale.
È un messaggio che non possiamo tollerare.

Pensiamo anche all’impatto che avrebbe questo provvedimento tra i cittadini?
Con quale spirito un cittadino oggi affronterebbe la somministrazione della quarta e quinta dose che ancora stenta a decollare quando viene premiato lo scetticismo scientifico proprio di un professionista sanitario? Ritengo che sarebbe devastante. Chiediamoci, inoltre, quale possa essere lo stato d’animo dei sanitari sulle cui spalle è gravato in questi due anni il peso della gestione di tutti gli ospedali italiani?

Alcuni medici stanno presentando le loro dimissioni sentedosi umiliati. Il reintegro riguarderebbe circa 1.800 medici e infermieri del SSN. In Molise sembra che riguardi 10 infermieri. Un numero irrisorio che si sta cercando di far passare anche come soluzione alla carenza dei medici in reparto.
E quindi perché il governo ha scelto di andare in questa direzione?
Perché non ha voluto aspettare la già fissata scadenza dell’obbligo vaccinale del 31 dicembre?
Il motivo è abbastanza chiaro: dimostrare discontinuità con il passato, rinnegarlo, a costo anche di compromettere la campagna vaccinale.
La smania di voler dichiarare il ritorno alla normalità non si risolve così, dispensando inoltre i cittadini dai bollettini giornalieri, presi dalla logica occhio non vede cuor non duole.
Quale normalità? Quella che vede ancora almeno 100 decessi al giorno? La normalità è amica intima della verità. E la verità è che il Covd è ancora un problema di salute pubblica.
Emilia Romagna, Lazio, Campania e Puglia stanno mettendo in campo le loro leggi regionali per evitare il contatto tra pazienti e non vaccinati.
Dal canto mio – conclude – sosterrò ogni iniziativa del Consiglio regionale volta a mettere in sicurezza ospedali e pazienti”.

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