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Spacciavano nelle vie del centro storico, finiscono agli arresti: sono tutti molisani

L’operazione condotta dai carabinieri di Larino a San Martino in Pensilis. La droga arrivava da San Severo, ma veniva smerciata da personaggi locali a giovani assuntori


CAMPOBASSO. Spacciavano nelle strade del centro storico di San Martino in Pensilis. Strade strette, dove i pedinamenti e i controlli delle forze dell’ordine sono difficili. Sono stati scoperti dai carabinieri, anche grazie alla collaborazione dei cittadini, che avevano accertato un insolito via vai per quelle vie. E dalla segnalazione di alcuni genitori di giovani assuntori di droga, preoccupati per i loro figli.

Sono i primi dettagli dell’operazione ‘Le stradelle’, per la prevenzione e la repressione del traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, condotta dalla Compagnia di Larino del Comando Provinciale dei Carabinieri di Campobasso, e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Larino. Operazione che ha portato questa mattina a dare esecuzione a tre ordinanze cautelari nei confronti di altrettanti soggetti locali, com’è stato detto in conferenza stampa.

Sette le denunce, a vario titolo, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacenti. Un uomo di 44 anni, pluripregiudicato, è finito in carcere, per un 40enne sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre per un 19enne è scattato l’obbligo di dimora. Alle misure cautelari si è aggiunto questa mattina l’arresto in flagrante, ai domiciliari, per un 21enne originario di Campomarino, incensurato, che durante una perquisizione domiciliare è stato trovato con 50 dosi di hashish già pronte sul tavolo.

Le indagini, legate a precedenti operazioni svolte nel Basso Molise, come ‘Contratto’ e ‘White Beach’, hanno chiarito il comandante provinciale dei carabinieri di Campobasso, Luigi Dellegrazie e il comandante della Compagnia di Larino Christian Petruzzella, sono state svolte tra il febbraio e il maggio 2022, con l’obiettivo di porre fine alla fiorente attività di spaccio di droga che si perpetrava nel comune di San Martino in Pensilis. Il nuovo centro dello spaccio nei comuni a ridosso della costa molisana, dopo che alcuni mesi fa era stata stroncata l’attività svolta a Santa Croce di Magliano. Anche in questo caso gestita da spacciatori autoctoni.

“Il luogo di approvvigionamento era San Severo, come per le precedenti operazioni – ha chiarito il comandante Dellegrazie – gli spacciatori, molisani, si recavano nel noto quartiere di San Bernardino anche più volte al giorno, per rifornirsi della droga da rivendere a clienti spesso molto giovani. In questo caso non parliamo di infiltrazione della criminalità organizzata di fuori regione, ma di personaggi locali che stanno cercando di assumere i comportamenti di questi esponenti della criminalità”.

Proprio il nome ‘Le stradelle’, appunto, è stata la denominazione dell’attività investigativa a conferma del fatto che le cessioni cristallizzate fossero state accertate nel centro della località sammartinese. Le indagini, durate quattro mesi, sono state realizzate con sofisticate apparecchiature, appostamenti e riscontri investigativi per un giro d’affari che fruttava nelle tasche degli indagati almeno 5mila euro al mese, per la cessione di circa 500 dosi. Hashish soprattutto, ma anche cocaina.

Gli acquirenti provenivano, per la maggior parte, dal Basso Molise e dalla zona costiera termolese ed avevano un meccanismo ben rodato nell’acquisizione della sostanza stupefacente. Gli assuntori, infatti, giungevano dinanzi l’abitazione di uno degli indagati con il denaro e, dinanzi la porta, ricevevano la droga per poi allontanarsi repentinamente tra le strette vie del paese. Ma sono stati riscontrati episodi di spaccio anche mediante consegna ‘a mano’ da parte di uno degli indagati che agiva in prossimità dell’abitazione, luogo del rifornimento. Diverse centinaia le cessioni documentate dai militari dell’Arma che, durante l’attività investigativa, hanno sottoposto a sequestro varie dosi di cocaina e hashish.

L’indagine, che si inserisce in un più ampio contesto di attività preventiva e repressiva nella zona del Basso Molise, posto in essere dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Campobasso, su direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Larino, enfatizza il meccanismo vincente di collaborazione e fiducia del cittadino nei confronti delle istituzioni.

“Il messaggio che vogliamo lanciare – è stato detto in conferenza stampa – è che noi ci siamo. E la collaborazione in questa operazione ci ha dimostrato che tanti cittadini credono nello Stato”. Elemento importante in quella che è stata definita una “terra di confine”, proprio per vicinanza geografica alla Puglia, da tenere sotto stretta sorveglianza. Per la droga e anche per l’allarme furti.

Carmen Sepede

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