E la stazione del capoluogo pentro s’illumina d’arancione per porre l’attenzione sull’impegno quotidiano di chi contrasta questi fenomeni


ISERNIA. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne il Colonello Vincenzo Maresca, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Isernia, ha voluto sottolineare l’impegno quotidiano che tutti i Carabinieri, donne e uomini, pongono per contrastare tutti quei reati che vedono lesa la donna illuminando di arancio la sede pentra.

Nel corso dell’ultimo anno, i Carabinieri della Provincia di Isernia, hanno proceduto complessivamente per circa 20 casi riconducibili al fenomeno della violenza di genere che hanno riguardato i maltrattamenti con lesioni verso familiari o conviventi, casi di violenza sessuale e atti persecutori o “stalking”, reato quest’ultimo che punisce quelle condotte reiterate di molestia o minaccia che causano rilevanti disagi psichici alla persona offesa.

Al riguardo, la puntuale attività investigativa dei Carabinieri ha consentito di identificare e denunciare 18 persone, procedendo all’arresto di 1 soggetto.

L’invito dei Carabinieri è sempre quello di trovare il coraggio, da parte delle vittime, di denunciare e segnalare ogni episodio di forma di violenza o anomalo disagio.

I carabinieri di Isernia, consapevoli che la comunicazione e la sensibilizzazione sul problema rappresentano uno strumento fondamentale per la lotta alla violenza, consigliano alle vittime di:

  • non sperare nei cambiamenti di carattere e di comportamento promessi dal partner e non lasciarsi influenzare negativamente dalle sue offese e dalle sue minacce;
  • in caso di ferite o lividi andare quanto prima al Pronto Soccorso di un Ospedale e dichiarare la verità;
  • chiamare appena possibile il “112”, Numero Unico Europeo per le Emergenze;
  • rivolgersi ad appositi centri che possono dare consulenze legali, bancarie e psicologiche gratuite o contattare telefonicamente il servizio “1522” (gratuito e attivo 24h su 24), i cui operatori forniscono alle vittime – assicurando loro l’anonimato – un sostegno psicologico e legale nonché l’indicazione di strutture pubbliche e private presenti sul territorio a cui potersi rivolgere.