HomeEVIDENZAL'Unimol inaugura il nuovo anno, Brunese: "Immatricolazioni aumentate del 7.66%"

L’Unimol inaugura il nuovo anno, Brunese: “Immatricolazioni aumentate del 7.66%”

Il ministro della Salute Schillaci punta a ridurre il gap tra nord e sud. Presenti alla cerimonia il presidente Toma e il sindaco Gravina


CAMPOBASSO. Il superamento delle diseguaglianze sanitarie regionali e del gap tra nord e sud del Paese. Queste le pietre angolari del neo ministro della Salute Orazio Schillaci, presente questa mattina all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli Studi del Molise.

“Il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione e deve essere garantito a tutti i cittadini. Le disparità tra le regioni nel 2022 sono inaccettabili”. Dopo aver criticato il commissariamento sanitario molisano, “forse non lo strumento più utile per risolvere le criticità del territorio se una regione non riesce in 13 anni ad uscire dal commissariamento, nonostante il piano di rientro”, sul Covid l’approccio è quello di “allentare le misure. Siamo in una fase diversa e nuova dell’emergenza epidemiologica. Stiamo lavorando per fare in modo che gli asintomatici possano, dopo cinque giorni, rientrare alle loro attività. Presto presenteremo un disegno di legge”.  

“Il governo ha assicurato alla sanità due miliardi in più nel 2023 e nel 2024. Ora bisogna intervenire sulle liste di attesa bloccate dal Covid” ha concluso il ministro della Salute Schillaci. 

La cerimonia è stata aperta dal saluto del primo cittadino di Campobasso, Roberto Gravina.

“L’inaugurazione dell’anno accademico della nostra università, quest’anno si lega a doppio filo ad un anniversario altrettanto importante, quello dei quarant’anni che il nostro ateneo compie. Quarant’anni che hanno contribuito a formare culturalmente, professionalmente e umanamente nuove generazioni, nuovi professionisti, restituendo al nostro territorio una vitalità e una dinamica relazionale tra enti ed istituzioni che abbiamo imparato a riconoscere come valore aggiunto di ogni nuovo progetto che nel corso di questi anni abbiamo provato insieme non solo ad immaginare ma, soprattutto, a rendere operativo”.

“Ma gli anniversari, in modo non tanto dissimile dalle inaugurazioni, servono anche a porsi dei nuovi obiettivi. Ebbene – ha sottolineato Gravina –  il discorso dal quale non possiamo sottrarci per ciò che riguarda la nostra terra e i nostri giovani e al quale ognuno di noi, come rappresentanti istituzionali, deve necessariamente dare il proprio contributo in termini di proposte e non solo di evidenziazioni del problema, è quello legato allo spopolamento conseguenza della mancanza di opportunità di lavoro”.

“Il nostro territorio deve trovare una sua forma di attrattività non episodica da poter offrire all’attenzione dei tanti giovani che pur crescendo e formandosi qui poi, a un certo punto del loro percorso di vita e professionale, si ritrovano ad andare via per sempre”.

“Al Ministro Schillaci chiediamo non assistenzialismo in campo sanitario, come magari facilmente si potrebbe immaginare, ma lo studio di interventi sistemici che siano il frutto di confronti il più possibile diretti, anche attraverso chi è delegato a rappresentare le nostre comunità in parlamento, ma concertati e sviluppati in modo tale che partano dalle risultanze di lungo corso che il nostro territorio ha prodotto, attraverso le esperienze e le osservazioni di chi ci vive”.

“Il vero interesse che abbiamo come amministrazioni e come istituzioni in generale è, quindi, che non si ragioni per compartimenti stagni” ha concluso il sindaco di Campobasso.

“La presenza del ministro della Salute Orazio Schillaci segna un nuovo, importante, punto di contatto tra il governo centrale e il Molise” ha proseguito il presidente della Regione Donato Toma nel corso dei saluti istituzionali.  

“L’Università degli Studi del Molise rappresenta un elemento di vanto per la nostra regione e un riferimento solido su cui poggiare le basi del futuro. Parliamo sempre più frequentemente di nostro ateneo perché è così che lo reputiamo. Nostro come qualcosa di cui essere fieri, un bene di grande valore, da preservare. Siamo cresciuti come territorio grazie all’università, ci siamo sprovincializzati, abbiamo dato una nuova possibilità ai nostri giovani”.

“Oggi l’Unimol non è soltanto un mirabile modello di istruzione, ma è anche un centro di innovazione e di progetti che favoriscono una fluida compenetrazione nel tessuto sociale regionale. Non è questo il consesso ideale per citare la molteplicità di progetti che vede la Regione Molise lavorare in sinergia con l’ateneo”.

“La presenza del ministro della Salute mi induce tuttavia a ricordare per l’occasione che, alcuni giorni fa, abbiamo prorogato il protocollo d’intesa con Unimol in materia sanitaria. Una collaborazione che percepiamo come elemento di pregio oltre che esperienza ampiamente consolidata. In secondo luogo, lavoriamo insieme per dare un’opportunità in più alla sanità molisana, da una parte, e rendere più attrattivi i corsi di laurea di area medica e delle professioni sanitarie nel territorio molisano, dall’altra” ha spiegato Toma. 

“La competitività della sanità molisana è sensibilmente legata alla competitività dei suoi interlocutori. L’Università del Molise è per noi il partner naturale di progetti di ricerca, formazione, cultura e, appunto, sanità. Siamo consapevoli dell’importanza che l’istruzione, la cultura e la ricerca rivestono per il progresso della società. Auspichiamo che tale percorso venga sostenuto con sempre maggiore determinazione dai vari decisori politico-istituzionali. Lo dobbiamo alle nuove generazioni, ai professionisti che stanno scrivendo la storia dell’Unimol e lo dobbiamo al territorio che ci onoriamo di rappresentare. L’Università degli Studi del Molise è una certezza e ha grandi idee per il futuro. Le istituzioni sono e saranno sempre al suo fianco” ha concluso il presidente della Regione.

“Sono passati 40 anni da quando una nuova sensibilità collettiva ha consentito la nascita di molti atenei in territori più interni – ha esordito il rettore dell’Unimol Luca Brunese – Il principio di partenza era quello di aumentare il numero di laureati e il modo migliore era incrementare il numero delle università. I risultati hanno dato ragione a questa visione. È inimmaginabile pensare dove sarebbe questa regione senza l’università, anche per lo spopolamento studentesco”.

“Sono orgoglioso e soddisfatto per l’incremento di 7.66% quest’anno del numero delle matricole”.

Il rettore ha poi evidenziato i numeri dell’ateneo, oltre 8mila studenti e quasi 600 docenti, annunciando poi l’attivazione di altri corsi di laurea come la triennale del dipartimento giuridico, il corso di laurea in Sociologia e di management dello Sport.

Brunese nel corso del suo intervento ha evidenziato gli aspetti positivi scaturiti dalla pandemia. “La tragedia del Covid ha portato un cambiamento positivo all’interno degli atenei. Il sistema universitario oggi è molto più coeso rispetto al passato. I direttori generali hanno creato un gruppo di sinergia che lavora insieme con l’obiettivo di creare un sistema universitario sempre più forte”.

“Per quanto riguarda il sistema sanitario, serve creare un sistema virtuoso che ottimizzi le risorse esistenti e quelle che speriamo arriveranno. I nostri concittadini hanno diritto di avere un’assistenza etica oltre che medica. Abbiamo siglato un protocollo d’intesa con la Regione per far sì che chi si laurea in Molise rimanga qui a lavorare e vivere. Sono orgoglioso del fatto che oggi ci sia consapevolezza di quello che rappresenta l’università per il territorio. Noi saremo la chiave di sviluppo per questa regione e vogliamo esserlo” ha chiosato Brunese.

Enrico Fazio

spot_img
spot_img
spot_img

Più letti

Ciaspolate e non solo: un’altra settimana di avventure con ‘Attraverso il...

Il programma messo a punto dall'associazione per andare alla scoperta delle meraviglie del territorio CAMPOBASSO/ISERNIA. Un'altra settimana da non perdere con gli appuntamenti targati 'Attraverso...