HomeNotizieCRONACAOmicidio di Natale, conclusa l’udienza preliminare: De Vivo rinviato a giudizio

Omicidio di Natale, conclusa l’udienza preliminare: De Vivo rinviato a giudizio

Arrivata poco prima delle 14 la decisione del Gup in merito alla richiesta di processo per l’uomo accusato del delitto avvenuto nella notte tra il 24 e il 25 dicembre 2021, quando Cristian Micatrotta fu ucciso con una coltellata alla gola. Condannato a un anno, per rissa, con giudizio abbreviato, Alessio Madonna, uno dei due uomini che era con la vittima la notte del delitto


CAMPOBASSO. Omicidio di Natale, Gianni De Vivo rinviato a giudizio. E’ arrivata poco prima delle 14 la decisione del Gup del Tribunale di Campobasso Roberta D’Onofrio sulla richiesta di processo per il 38enne di Campobasso accusato di aver ucciso con una coltellata alla gola, la notte tra il 24 e il 25 dicembre 2021, il coetaneo Cristian Micatrotta. Un omicidio legato al mondo della droga, come il procuratore capo Nicola D’Angelo ha più volte rimarcato.

Si è conclusa oggi l’udienza preliminare a carico di Gianni De Vivo, dopo che nella prima comparizione davanti al Gup la Procura di Campobasso, rappresentata dal sostituto procuratore Elisa Sabusco, ha contestato, sollecitata anche dalle parti civili, l’aggravante della premeditazione per De Vivo, accusato di omicidio volontario e difeso dagli avvocati Mariano Prencipe e Giuseppe Stellato.

De Vivo, presente oggi in Tribunale, sarà giudicato con rito ordinario, con il processo che inizierà il 2 febbraio 2023. Con giudizio abbreviato è stato invece condannato a un anno, per rissa, Alessio Madonna, uno dei due uomini che era con Cristian Micatrotta la notte dell’omicidio.

Un’udienza lunga, durata quasi quattro ore, che si è conclusa dunque con il rinvio a giudizio per De Vivo da parte del Gup, come richiesto dalla Procura. In sette si sono costituiti parte civile, i genitori e le due sorelle di Cristian Micatrotta, assistiti dall’avvocato Roberto D’Aloisio, i due fratelli e la compagna dell’uomo, difesi dagli avvocati Fabio Albino e Domenico Fiorda.

“Si apre un processo delicatissimo, spero che non si perda il buonsenso – ha affermato l’avvocato Prencipe, che non si è detto stupito della richiesta di rinvio a giudizio – andiamo in dibattimento convinti che potranno esserci colpi di scena”.

C.S.

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