HomeEVIDENZASanità, Toma replica ai privati: “I contratti vanno firmati, non si crei...

Sanità, Toma replica ai privati: “I contratti vanno firmati, non si crei allarme nella popolazione”

La precisazione del presidente-commissario, dopo l’annuncio di Neuromed e Gemelli, sulle possibili dimissioni di 250 pazienti ricoverati e sulla sospensione di prestazioni sanitarie di particolare urgenza


CAMPOBASSO. Braccio di ferro tra sanità privata e struttura commissariale, Donato Toma interviene in merito all’annuncio fatto da Neuromed e Gemelli, che hanno anticipato che potrebbero trovarsi costretti a dimettere i pazienti ricoverati, 250 malati circa, sospendendo prestazioni sanitarie di particolare urgenza.

Non c’è motivo di creare allarme nella popolazione, nessuna prestazione salvavita sarà sospesa”, le parole del presidente-commissario, che poi chiarisce i termini della questione. Di cui oggi parla tutto il Molise.

Tutto è nato dalla nota inviata dalla Direzione generale della Salute Molise ai gestori delle strutture sanitarie private convenzionate con la Regione, avvertiti che senza la firma dei contratti “non si accetteranno e contabilizzeranno le fatture relative all’assistenza ospedaliera e specialistica ambulatoriale relative all’ultimo bimestre 2022”.

Uno schema contrattuale che segue la firma, avvenuta il 27 ottobre scorso, del Decreto 35 da parte della struttura commissariale per la definizione dei cosiddetti ‘tetti di spesa’, vale a dire i livelli massimi di finanziamento per l’acquisto di prestazioni sanitarie, di assistenza ospedaliera e di specialistica ambulatoriale, erogabili dagli operatori privati accreditati con il Servizio sanitario regionale per l’anno 2002. Anche con l’obiettivo “di ridurre il rischio di contenzioso e della produzione di extra budget”.

Aut aut che ha fatto scattare la protesta. In particolare il ‘Neuromed’, in una nota inviata alla delegazione parlamentare molisana, ha segnalato l’intenzione di “chiudere la struttura, non eseguire più le prestazioni sanitarie e sospendere, senza alcuna retribuzione, tutto il personale, circa mille addetti”.

“Evidentemente è sfuggita la gravità delle conseguenze di quanto imposto nella comunicazione – ha precisato il Neuromed – in questi giorni sono stati programmati centinaia di interventi chirurgici per tumori cerebrali ed altre patologie, prenotati migliaia di esami diagnostici, oltre a numerose prestazioni ambulatoriali per pazienti che hanno subito interventi chirurgici presso il nostro Istituto”.

A rischiare di saltare ci sarebbero dunque interventi e prestazioni sanitarie salvavita. “Dire questa cosa è inaccettabile – la risposta secca di Toma – Nessun paziente ricoverato in gravi condizioni di salute sarà dimesso e rimandato a casa. Le prestazioni salvavita non rientrano nel budget, questo sia chiaro. Ciò che è rinviabile sono gli interventi che possono essere programmati e le prestazioni sanitarie che possono essere svolte a gennaio, perché non ricorrono le situazioni dell’urgenza. Si tratta di una precisazione importante. Tutto ciò che è considerato salvavita non può essere sospeso”.

Tutto è legato alla firma dei contratti, che fissano i tetti di spesa. Il nodo della questione, evidentemente. “Il settore deve essere regolamentato e i contratti vanno firmati, così come è avvenuto in passato – precisa ancora Toma – si sta facendo etica sanitaria o etica imprenditoriale? Siamo dialoganti e convinti che la soluzione si possa trovare, ma ripeto, senza creare allarme nella popolazione”.

Carmen Sepede

spot_img
spot_img
spot_img

Più letti

Ciaspolate e non solo: un’altra settimana di avventure con ‘Attraverso il...

Il programma messo a punto dall'associazione per andare alla scoperta delle meraviglie del territorio CAMPOBASSO/ISERNIA. Un'altra settimana da non perdere con gli appuntamenti targati 'Attraverso...