La Selva: “Le condotte contestate all’imputato, nella loro gravità rappresentano la diretta negazione delle finalità perseguite dall’associazione”


FROSINONE/ISERNIA. “Le condotte contestate all’imputato, nella loro gravità rappresentano la diretta negazione delle finalità perseguite dall’associazione, che da circa 9 anni promuove numerose azioni di formazione e informazione e protezione attraverso un Centro che accoglie le richieste di aiuto delle donne vittime di violenze”. Così la responsabile del centro antiviolenza Liberaluna Maria Grazia La Selva. Ieri l’associazione è stata ammessa parte civile nel processo iniziato in Corte d’Assise a Frosinone per l’omicidio di Romina De Cesare, assassinata la notte tra il 2 e il 3 maggio 2022 in via del Plebiscito a Frosinone. Romina, ragazza originaria di Cerro al Volturno, ha trovato la morte per mano dall’ex fidanzato e convivente Pietro Ialongo, al quale pochi giorni prima del decesso aveva annunciato la sua intenzione di lasciare casa, in quanto la relazione tra i due era ormai già terminata da tempo.

In Aula erano presenti, oltre l’imputato ed i suoi difensori, avvocati Riccardo Di Vizio e Vincenzo Mercolino, il padre di Romina con l’avvocato Danilo Leva, nonché l’avvocato Fiore Di Ciuccio in rappresentanza del fratello di Romina e l’avvocato Maria Calabrese in rappresentanza dell’associazione Liberaluna Onlus che gestisce il Centro Antiviolenza Liberaluna.

I difensori dell’imputato sono stati autorizzati ad una perizia psichiatrica di parte del dott. Ottavio che visiterà l’imputato presso la Casa circondariale di Frosinone, dove è detenuto. Nonostante la confessione dello Ialongo, il processo seguirà il suo corso affinché venga data giustizia alla ragazza che voleva solo riprendere in mano la propria vita e svincolarsi da una relazione che non sentiva più propria.

La responsabile del Centro Maria Grazia La Selva, si dice soddisfatta “in quanto la violenza nei confronti delle donne, in qualunque modo si esplichi, non rappresenta solo una lesione dei diritti della donna, un fatto privato, né tantomeno un ‘fatto di donne’, ma costituisce una profonda ferita per tutta la società”.