È arrivata la sentenza della Cassazione che ribadisce quanto sancito per il caso Tedeschi. L’esponente di Fratelli d’Italia: “Un danno politico e di immagine incalcolabile fatto al nostro partito”


CAMPOBASSO. La sentenza della Cassazione è arrivata oggi e ribadisce quanto sancito per il caso Tedeschi:  la nuova legge elettorale, che prevedeva l’eliminazione dell’istituto della surroga, non poteva essere applicata in corso d’opera.

E questo vuol dire che anche Filoteo Di Sandro aveva il diritto di entrare in Consiglio regionale, in quanto primo dei non eletti di Fratelli d’Italia, a partire dal giorno dell’ingresso in Giunta di Quintino Pallante, vale a dire dal mese di luglio del 2020.

Anche in questo caso il ricorso è stato curato dai legali Massimo Romano, Giuseppe Ruta e Margherita Zezza. La Suprema Corte, con il suo verdetto, ha dunque ribadito che non si possono cambiare le regole del gioco in corso in d’opera.

“La Cassazione – afferma Di Sandro in una nota – si è pronunciata contro quell’obbrobrio di normativa regionale che prevedeva la modifica e l’immediata applicazione , in corso d’opera, della legge elettorale con l’abolizione della surroga. Intanto vorrei ringraziare i miei avvocati, Massimo Romano, Margherita Zezza e Pino Ruta, per la serietà professionale dimostrata, anche nei rapporti personali, nel perseguire ed ‘inseguire’ la verità e la giustizia. Un atto evidentemente illegittimo fatto soprattutto per punire alcuni consiglieri ‘scomodi’, non troppo allineati con l’Esecutivo, e per evitare l’ingresso di altri, in modo particolare di un esponente di Fratelli d’Italia.

Un comportamento assurdo, una cattiveria politica mai riscontrata nella storia della nostra Regione, un accanimento contro persone votate e che avevano contribuito in maniera determinante alla vittoria del centrodestra.

Fratelli d’Italia, insieme ai propri elettori, è stato il partito maggiormente penalizzato nel 2018, prima dal fatto che Toma non ha rispettato un accordo nazionale sottoscritto dai partiti di centrodestra, ed in seguito dall’abolizione della surroga che ha estromesso due consiglieri di FdI dal Consiglio. Un danno politico e di immagine incalcolabile fatto al nostro partito, e per tale motivo mi sono determinato a perseguire fino in fondo la verità e la giustizia”.