In merito alle produzioni, ai finanziamenti e ai fornitori


CAMPOBASSO. Fondazione Molise Cultura, la presidente Antonella Presutti replica alle accuse del presidente della cooperativa Teatri Molisani Stefano Sabelli, lanciate dal palco del Teatro Fulvio a Guglionesi. Una replica “a tutela e a nome dell’istituzione e di tutti i membri del consiglio di amministrazione, dei lavoratori e dei collaboratori”.

Sono due i passaggi analizzati, “i cui contenuti – afferma Presutti – sono stati affidati al vaglio dei nostri legali”.

Si parte dalla prima dichiarazione fatta da Stefano Sabelli: “La Fondazione da statuto (articolo 2) non può produrre perché sarebbe chiara alterazione di mercato ma può solo supportare il lavoro artistico prodotto da altri ma con una specifica priorità ovvero quella verso le attività sviluppate nel territorio molisano. A questa prerogativa, però, salvo rare eccezioni, la Fondazione disattende da sempre preferendo in realtà rivolgersi e favorendo altre realtà d’impresa non molisane”.

In relazione a quanto dichiarato – afferma la presidente di FMC – ricordo che esiste una chiara incompatibilità di finanziamenti, essendo la Fondazione ente controllato, su progetti già sostenuti dalla Regione Molise, nel caso delle attività della società presieduta da Stefano Sabelli, dal Bando Turismo è Cultura dell’Assessorato regionale alla Cultura e Turismo, giunto alla terza annualità”.

Quindi le altre affermazioni fatte da Stefano Sabelli: “Noi abbiamo ricevuto dalla Regione Molise un sostegno di 20mila mentre la Fondazione dispone di circa un 1 milione e 200mila euro annui di fondi pubblici, appunto dalla Regione Molise”.

Intendo precisare – le parole di Antonella Presutti – che la Fondazione Molise Cultura è annualmente finanziata dalla Regione Molise attraverso un “fondo di finanziamento” pari a 500 mila euro che è quasi completamente assorbito dalle spese per il personale, dalle spese di gestione dell’intero Palazzo Gil in Via Milano e dalle spese di gestione del Teatro Savoia in Piazza Pepe a Campobasso. Tutte le altre economie derivano da progetti ed azioni (anche triennali) a valere sui fondi FESR, FUNT (Fondo Unico Nazionale Turismo), INTERREG, progetti europei in genere, partnerships, entrate degli spettacoli e affitto delle strutture (teatro, auditorium, sale espositive, terrazza estiva). La banale indicazione economica riferita dal presidente della Cooperativa Teatri Molisani Stefano Sabelli, dunque, risulta assolutamente fuorviante e generica, atta a depistare l’opinione pubblica sulle attività (non solo teatrali) della Fondazione Molise Cultura. A tale proposito si ricorda che siamo impegnati da anni, avendo riscontro anche sulla stampa nazionale, su diversi assi portanti come le mostre d’arte, il cinema, la musica, la poesia, la letteratura, l’economia, il teatro e l’arte digitale, avvalendoci su tutto il territorio regionale della collaborazione di enti locali, associazioni culturali, imprese private, fondazioni e realtà regionali ed extraregionali”.

Ma ritornando alle accuse dettate da Sabelli circa il fatto di rivolgerci “favorendo altre realtà d’impresa non molisane”, mi piace ricordare che il lavoro svolto, oltre a essere trasparente con la pubblicazione di atti amministrativi e determine sul sito istituzionale, porta necessariamente ad avere contatti con i più grandi teatri italiani. Dal Manzoni di Milano al Parioli di Roma, dal Massimo di Palermo al Quirino nella Capitale, dal Buratto di Milano al Teatro Ligure di Genova, passando per altri grandi nomi del panorama nazionale. Società con le quali interloquiamo che risultano proponenti, a differenza della Cooperativa Teatri Molisani dalla quale ufficialmente non abbiamo ricevuto proposte. L’investimento complessivo negli ultimi anni è stato indirizzato verso oltre 1200 fornitori (tra cui la società cooperativa Teatri Molisani), coinvolgendo imprese, lavoratori dello spettacolo, maestranze, tecnici e figure specializzate, iscritti negli elenchi della Fondazione Molise Cultura. Per tali ragioni, considerando anche l’enorme successo di tutte le nostre manifestazioni e il sostegno del pubblico e della nostra utenza, ritengo fuori luogo, inappropriate e offensive le parole utilizzate costantemente da Stefano Sabelli, quale prologo sul palco dei suoi spettacoli e non”.