Ospite dei professionisti molisani la psicologa e psicoterapeuta dell’infanzia Donatella Caprioglio, che ha pubblicato il libro ‘Mura sensibili: psicologia dell’abitare’.


CAMPOBASSO. Contaminazioni suggestive tra architettura e psicologia, in un incontro di approfondimento che si è svolto in uno degli spazi espositivi del palazzo ex Gil di Campobasso.

La psicologia dell’abitare diventa elemento tangibile, non solo tema di riflessione, ma materia di corsi universitari che mirano a sviluppare la consapevolezza dei processi psicologici coinvolti nella scelta del proprio luogo abitativo e nel processo dell’abitare secondo determinati canoni.

Grande partecipazione all’evento organizzato dalla Fondazione Architetti della provincia di Campobasso in collaborazione con l’Ordine provinciale.

Introdotta dalla presidente della Fondazione Teresita Vecchiarelli, dal vice Antonio Sollazzo e dal presidente dell’Ordine degli architetti della provincia di Campobasso Alessandro Izzi, la psicologa ha esposto ai presenti i principi di una materia affascinante oltre che importante se considerata in una visione totale della professione di chi, a diversi livelli, lavora nel settore della casa e del benessere. Parliamo quindi di progettisti, costruttori, agenti immobiliari, psicologi, interior design, paesaggisti.

Una riflessione teorica, corroborata da esempi pratici, che ha coinvolto ed emozionato l’uditorio, tra gli altri presenti come padrone di casa la presidente della Fondazione Molise Cultura Antonella Presutti.

“La psicologia dell’abitare fornisce strumenti conoscitivi e metodologici per intervenire al fine di creare uno spazio-casa in sintonia con le esigenze di chi ci abita”, ha detto Donatella Caprioglio, che si è poi soffermata sulla necessità dell’operatore di saper essere punto direi riferimento: “L’architetto ha un ruolo cardine perché è una figura che trasporta da uno spazio all’altro, uno spazio fisico che nello stesso tempo è anche psichico quindi il professionista deve essere forte e saper dare anche dei limiti.
“L’atto di costruire o riparare significa che dobbiamo anche toccare delle corde sensibili dell’interlocutore – ha detto ancora la psicologa scrittrice – di confrontarsi con le eventuali resistenze. Cambiare uno spazio fisico vuol dire insomma cambiare uno spazio psichico, quindi occorre sapere che bisogna avviarsi lungo un percorso che non è solo tecnico ma che impone un certo tipo di sensibilità e di comunicazione, proprio perché siete voi, direttamente, a interagire con il cliente.

“Ricordate sempre che la casa – ha concluso Donatella Caprioglio – è un coacervo di spazi simbolici con tre importanti riferimenti che sono la cucina, la camera da letto e il bagno”.
A margine dell’intervento dell’ospite, la presidente della Fondazione Architetti della provincia di Campobasso, Teresita Vecchiarelli. ha espresso la sua soddisfazione per il grande interesse mostrato dagli operatori molisani. Stessa considerazione da parte della vice presidente dell’Ordine degli Psicologi del Molise Antonella Petrella, a conclusone di un pomeriggio speso bene e che, se possibile, ha anche sorpreso gli architetti molisani.