HomeNotizieSPORTCalcio serie A, Top&Flop della terza giornata

Calcio serie A, Top&Flop della terza giornata

A comandare in vetta troviamo Milan e Inter con la Juventus a inseguire, pronta ad approfittare di un passo falso come quello del Napoli, caduto al Maradona sotto i colpi dell’ex Sarri


di Matteo Mongiello

Con l’avvento della sosta nazionale e con un derby della Madonnina alle porte, a comandare in vetta troviamo Milan e Inter con la Juventus a inseguire, pronta ad approfittare di un passo falso come quello del Napoli,caduto al Maradona sotto i colpi dell’ex Sarri.

TOP

-LA MASTERCLASS DI LUIS ALBERTO

Se il sogno di un bambino è quello di imitare le gesta di campioni e dominatori della metà campo attraverso la propria fantasia e classe, rivedere la magica prestazione di Luis Alberto sabato sera a Napoli può sicuramente aiutare a realizzarlo.

Fresco di rinnovo contrattuale, il nativo di San José del Valle, una cittadina vicino Cadice, ha preso per mano i biancocelesti evitando la terza sconfitta in altrettante gare, realizzando prima un’autentica perla di tacco infilando Meret sul suo palo -candidandosi fortemente a gol più bello di questo inizio campionato- e poi nel secondo tempo, nel momento di maggior pressione del Napoli, con un contropiede letale orchestrato da Felipe Anderson, il velo al limite dell’area del ‘mago’ inganna Di Lorenzo -un trucco degno del soprannome affibbiatoli- lasciando libero di colpire alle sue spalle Kamada che, con un colpo in buca d’angolo, regala i primi tre punti della stagione ai capitolini e ricongiunge definitivamente, dopo un’estate burrascosa, Luis Alberto e la sua Lazio.

-LA CLASSE OPERAIA DEL LECCE VA IN PARADISO

L’addio di Baroni, Colombo e Hjulmand-rispettivamente architetto,ariete e mente della straordinaria salvezza del Lecce della scorsa stagione-ha portato i salentini ai nastri di partenza ad essere tra i principali indiziati per la ‘discesa all’inferno’ della Serie B, ma son bastate tre partite e sette punti a far ricredere gli scettici e a confermare che i giallorossi venderanno cara la pelle pur di non abbandonare la massima categoria.

Sotto la lente d’ingrandimento ad inizio anno è finito principalmente il direttore sportivo Pantaleo Corvino, reo di aver realizzato un mercato non all’altezza della A ma, dopo essersi presentato in conferenza stampa a dichiarare i prezzi di tutte le operazioni effettuate in estate, a parlare più dei numeri è stato il campo dove i nuovi acquisti Rafia,Almqvist e Krstovic, insieme al solito Strefezza, hanno portato ai pugliesi quattro punti e due rimonte con le ben più quotate Lazio e Fiorentina e una vittoria fondamentale con una principale contendente alla salvezza come la Salernitana, guadagnandosi momentaneamente il quarto posto e scacciando così l’aria di pessimismo creato attorno a mister D’Aversa e a tutto l’ambiente Lecce,pronto chissà a regalarsi lo status di sorpresa della stagione.

-IL PASSATO, PRESENTE E FUTURO DEL SASSUOLO

La terza giornata ha riportato alla mente dei tifosi neroverdi i bellissimi ricordi che Gianluca Scamacca ha regalato nella sua esperienza in Emilia ma soprattutto ha riportato sul tabellino dei marcatori Domenico Berardi, vera e propria bandiera che, dopo essere stato a un passo dalla Juventus, è rimasto al Sassuolo e ha ricominciato da dove aveva lasciato, trascinando i suoi alla prima vittoria stagionale.

I due ex compagni hanno stanato Monza e Verona con le loro doppiette , molto diverse tra loro ma marchi di fabbrica di entrambi.

L’attaccante romano è bravissimo prima a prendere posizione in area sovrastando fisicamente il difensore e a colpire di testa e poi a far partire una ‘sassata’ dal limite imparabile per Di Gregorio e a chiudere il match della Gewiss Arena sul 3-0; per la prima doppietta del numero 10 calabrese c’è voluto più di un tempo ma, alla fine, un inserimento alle spalle della difesa scaligera e il solito impeccabile rigore sono stati decisivi per cancellare lo zero dalla casella punti e per dichiarare ufficialmente che il capitano è tornato.

FLOP

-LA PARTE DELUSA DELLA CAPITALE

Se da un lato del Tevere si festeggia la prima vittoria in campionato, dall’altro c’è una Roma ancora impossibilitata nel farlo ed anche costretta a fare i conti con la grana infortuni, problema principale che ha attanagliato Mourinho sin dal primo giorno della sua esperienza capitolina.

Gli infortuni di Aouar e Zalewski nel big match perso nell’anticipo di Venerdì sera con il Milan si vanno ad aggiungere ai precedenti di Dybala, Renato Sanches e del lungodegente Abraham, oltre a un Pellegrini non ancora al 100% e un Lukaku lontano dalla miglior forma, dopo essere stato protagonista della ‘telenovela’ più lunga del mercato estivo che lo ha costretto a saltare l’intera preparazione.

L’assenza dei titolarissimi unita alla mancanza di creazione del gioco sono un enorme grattacapo per lo Special One e la sosta sembra essere arrivata come manna dal cielo, per poter permettere al portoghese di recuperare qualche elemento e ripartire da zero, con la speranza che la Roma vista in campo in questo inizio sia solo la controfigura della solida ‘lupa’ arrivata a undici metri dal secondo titolo europeo consecutivo.

-EMPOLI,CAGLIARI E UDINESE ALLA RICERCA DEL GOL PERDUTO

Le enormi difficoltà realizzative hanno portato i dirigenti sportivi a rivoluzionare il fronte offensivo negli ultimissimi giorni di mercato, ricercando in nomi low cost la soluzione al rebus reti segnate, ma non ottenendo almeno al momento i risultati sperati.

In terra toscana sono ritornati Mattia Destro e Nicolo Cambiaghi, oltre a Gyasi e Cancellieri a rimpinguare la batteria di esterni e a dare sostegno a Ciccio Caputo, ma per il momento i gol segnati restano zero, così come i punti ottenuti e il numero di tiri verso la porta di Perin nella sfida con la Juve, segnale tutt’altro che confortante per Zanetti, ora fanalino di coda.

Una grandissima fetta di promozione il Cagliari la deve a Gianluca Lapadula e non casualmente il suo infortunio coincide con la ‘magra’ realizzativa dei sardi che, per provare a rimpiazzarlo, hanno aggiunto in rosa Andrea Petagna che, dopo una deludente stagione a Monza, cercherà il riscatto in rossoblu al fianco di Zito Luvumbo, unica nota lieta di quest’inizio della squadra di Ranieri, pronta ad aggrapparsi al suo nuovo bomber per non ritornare dopo solo un anno in B.

Chi invece non ha potuto resistere alle sirene inglesi è stato l’Udinese che ha dovuto dire addio al suo miglior realizzatore Beto, partito direzione Liverpool sponda Everton per una cifra superiore ai venticinque milioni di euro; il peso di Beto, insieme all’assenza della qualità di un Deulofeu ai box e di uno svincolato Pereyra, ha creato più di un grattacapo ai friulani, con solo due punti in classifica dopo il pareggio esterno di Salerno firmato Samardzic e quello a reti bianche alla Dacia Arena con il neopromosso Frosinone e neanche una rete realizzata dal proprio reparto offensivo, arricchito dall’arrivo last minute di Keinan Davis, subito caricato della responsabilità di portare in acque tranquille l’Udinese e di imitare le gesta di Beto, rimasto nei cuori dei tifosi bianconeri.

spot_img
spot_img
spot_img

Più letti