Regione, la strada per far quadrare il bilancio: addizionale Irpef in aumento sopra i 28mila euro

Lo ha anticipato l’assessore al ramo Gianluca Cefaratti, intervenendo in Consiglio sull’approvazione, avvenuta a maggioranza, della proposta di legge di Modifica dei rendiconti 2019 e 2021


di CARMEN SEPEDE

CAMPOBASSO. Aumento dell’addizionale regionale Irpef per far quadrare i conti della Regione, coprire i passivi del passato e approvare i documenti di bilancio.

L’anticipazione l’ha data l’assessore regionale al Bilancio, Gianluca Cefaratti, nella seduta del Consiglio regionale che si è svolta oggi, per approvare la proposta di legge regionale n. 2, di iniziativa della Giunta regionale concernente le Modifiche all’articolo 12 della legge regionale 30 dicembre 2020, n. 17 (Rendiconto generale della Regione Molise per l’esercizio finanziario 2019) e le Modifiche alla legge regionale 31 dicembre 2022, n. 27 (Rendiconto generale della Regione Molise per l’esercizio finanziario 2021).

“La situazione è difficile, ma non sono d’accordo come è stato detto da qualcuno – ha detto Cefaratti rivolgendosi ai consiglieri di opposizione – che questa regione deve abbassare le saracinesche. Voglio lanciare un messaggio di speranza, anche grazie al grande lavoro che è stato avviato e che potrà dare i suoi frutti nel tempo. Per approvare il bilancio 2023 il Governo, che ci sarà vicino, ci ha chiesto di chiedere un ulteriore sacrificio ai cittadini. Non corrisponde al vero il fatto che che abbiamo la tassazione più alta d’Italia, in quanto l’aliquota Irpef massima per redditi al di sopra dei 50mile euro è al 3,3 e in Molise è al 2,7 più un ulteriore 0,3 dovuto al piano di rientro. Purtroppo non avremo altra soluzione che aumentare l’Irpef per gli scaglioni oltre i 28mila euro, salvaguardando i redditi più bassi. Operazione – ha chiarito l’assessore – che consentirebbe di portare nelle casse regionali circa 17 milioni di euro”.

L’Irap, al contrario non sarà aumentata, ha chiarito ancora Cefaratti, così come si interverrà su altre entrate regionali, a partire dalle concessioni demaniali e tratturali, lavorando sull’informatizzazione del servizio e sul recupero dell’evasione, a partire dai bolli auto non pagati.

Dura la posizione dell’opposizione, che ha espresso il proprio no sul voto della proposta di legge in agenda e ha espresso la propria contrarietà all’annunciato aumento della tassazione, che toccherà anche i redditi medi, oltre a quelli più alti.

Nel frattempo, ha concluso l’assessore, si dovrà avviare un percorso ‘virtuoso’ per approvare al più presto il bilancio 2023, che ad oggi ancora non c’è e approvare – l’obiettivo è chiaramente ambizioso – entro il 31 dicembre anche il bilancio 2024, per iniziare a programmare il futuro della regione. Che vive una situazione non facile, su questo non è mancata l’ammissione di responsabilità, per i ritardi maturati e per un disavanzo che supera i 500 milioni di euro.

Oltre che per la mancata parifica della Corte dei Conti e per il pronunciamento della Corte Costituzionale, che ha bocciato parte della legge sull’approvazione del Consultivo 2019, motivo che ha portato la Giunta e poi il Consiglio regionale a votare, a maggioranza, il provvedimento discusso oggi.

Dura la posizione dell’opposizione, che ha espresso in maniera compatta il proprio no sul voto della proposta di legge portata all’approvazione e ha espresso la propria contrarietà all’annunciato aumento dell’aliquota Irpef regionale, che toccherà anche i redditi medi, quelli appunto oltre i 28mila euro, e non solo i redditi alti, quelli sopra i 50mila euro. Incremento dell’aliquota, è stato detto in aula, che impatterà su tante famiglie molisane.

In merito ai passivi che riguardano il Molise il capogruppo del M5s Andrea Greco ha parlato di “conti talmente in rosso da rappresentare un cappio al collo per la Regione”. E ha invitato la Giunta e la maggioranza a sollecitare l’aiuto del ‘Governo amico’ per una iniezione di liquidità o per l’ulteriore dilazione del deficit arretrato, invece di intervenire sull’aumento della tassazione.

“Pur votando contro – ha rimarcato il pentastellato Roberto Gravinanon abbiamo voluto assumere un comportamento ostruzionistico rispetto alla discussione degli atti e dei documenti che devono portare, nel modo più rapido possibile, all’approvazione del bilancio 2023, che già troppi ritardi ha accumulato nel tempo. Nella convinzione che questa sia una priorità per sostenere la vita economica e sociale del nostro territorio. Il presidente Roberti è della stessa parte politica che non è riuscita a portare a termine, nella passata legislatura, l’approvazione di questo bilancio di previsione 2023 che i molisani, le amministrazioni comunali e i fornitori ancora attendono. Non può bastare, per tappare alcune importanti falle nel bilancio regionale l’aumento delle aliquote per tutti i contribuenti appartenenti al terzo e quarto scaglione, con tantissime famiglie che saranno così chiamate a ulteriori sacrifici, mentre non ci sono idee e proposte da parte di questa maggioranza,per ciò che concerne un programma che metta all’ordine del giorno un necessario aumento della produzione di ricchezza sul nostro territorio.”