Con i voti della minoranza e di tre della maggioranza. L’ingegnere annuncia l’addio a Isernia Futura e il passaggio al gruppo misto. Il sindaco: “Non è una questione politica. L’interesse generale viene prima di quello personale”


di Deborah Di Vincenzo

ISERNIA. Presunta incompatibilità alla carica di consigliere comunale per via di un contenzioso in atto con il Comune: dopo vari rinvii questa sera l’Aula di Palazzo San Francesco ha deciso che Claudio Falcione resterà in Consiglio. Con 15 voti a favore, 15 contrari e un astenuto la proposta relativa alla contestazione della causa di incompatibilità sottoposta all’esame dell’Aula non è passata. A favore della permanenza in Consiglio di Falcione si è espressa la minoranza, ad eccezione di Marco Amendola e quattro esponenti di maggioranza: oltre Falcione, Gabriele Olivieri di Isernia Futura, Angela Perpetua del Pd ed Elvira Barone del Movimento 5 Stelle. Si è astenuta l’esponente di Isernia Futura Gemma Laurelli.

Una questione che ha sollevato un ampio dibattito in Aula, dove non sono mancati momenti di tensione.

“Ho cercato in tutti i modi di chiarire – ha detto Falcione dopo la votazione – sia con le mie osservazioni, che erano istituzionalmente richieste dalla norma e con numerose interlocuzioni, che la scelta doveva essere qualcosa di personale. Invece ritengo che sono state fatte scelte politiche. In questo momento sento di dover ringraziare la minoranza e i colleghi di maggioranza che mi hanno sostenuto. È chiaro che ora prenderò delle decisioni, perché stare in Isernia Futura ormai è impossibile”. Contestata anche la posizione assunta dal sindaco Piero Castrataro, perché ad avviso di Falcione, “votando a favore dell’incompatibilità ha influenzato gli altri consiglieri di maggioranza e, invece, la cosa più normale sarebbe stata un’astensione”. Annunciato dunque l’addio a Isernia Futura, Falcione valuta ora il passaggio al gruppo misto.

Una questione, che anche per la consigliera di opposizione Linda Dall’Olio è divenuta politica. “C’è una procedura – ha detto – e al di là delle rilevanze giuridiche, il Consiglio è obbligato ad esprimersi. Questo basta per capire che dovendo essere il Consiglio a definire la questione, è necessario che la politica rispetti il mandato elettorale, la volontà popolare che ha eletto un consigliere e capisca, in una situazione di incompatibilità – al di là delle rilevanze giuridiche – la gravità. Perché chiaramente dipende dai casi. In questo caso parliamo di una situazione che, anche giuridicamente, non è così grave. Per questo la cosa più importante è rispettare il mandato elettorale con il quale il consigliere Falcione ha sostenuto una maggioranza, un sindaco che oggi gli ha votato contro. E, se la si pone in questo modo, diventa una questione politica. Perché è come se si decidesse di non capire che di fatto la scelta è in mano al Consiglio. Altrimenti il regolamento prevederebbe altro. Non ci consentirebbe di decidere”.

Più volte durante la discussione il sindaco ha ribadito che questa non è una questione politica. “Sul caso Falcione – ha sottolineato – non ho dato nessuna indicazione e non la darò mai quando si tratta di votare l’incompatibilità di un consigliere. È sempre una questione dolorosissima, si spera sempre che questi casi non vadano in Aula. Io ho espresso il mio voto e, come ho sempre detto, per me  l’interesse generale viene prima di quello particolare del sindaco. Detto questo, il Consiglio è sovrano. L’ingegner Falcione ha tutto il diritto di restare in Consiglio e va bene così. Le questioni politiche sono politiche. Questa non è una questione politica, ma di incompatibilità. Non ci doveva essere la difesa di un gruppo, della maggioranza o dell’intero Consiglio. C’era l’espressione singola e libera dei consiglieri”.

Per quanto riguarda Falcione, Castrataro ha affermato di avere “massima stima dell’uomo, del professionista, del consigliere comunale. Se passa in minoranza mi dispiace tantissimo. Sono convinto – ha detto infine- che dimostrerà anche all’opposizione di voler bene alla città, facendo proposte, critiche giuste sapendo, al tempo stesso, proporre soluzioni ai problemi della città”.

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